Gli animali hanno propri diritti e dignità come te stesso. E’ un ammonimento che suona quasi sovversivo. Facciamoci allora sovversivi: contro ignoranza, indifferenza, crudeltà.
– Marguerite Yourcenar

 

Iscriviti alla nostra Newsletter

 Iscriviti ai nostri gruppi su Facebook:

AVA Associazione Vegan Animalista

                                                                      Supporta Agripunk e tutti i Rifugi di Animali Liberi

 

L’etica e il comportamento umano

di Franco Libero Manco

Chi potrebbe nuocere ad un essere umano se fosse educato al rispetto di ogni essere vivente? Imparare a rispettare il piccolo è la soluzione di ogni problema. Solo valorizzando e rispettando le diversità della vita si può sperare in una cultura capace di dare all’uomo gli strumenti morali e spirituali in grado di amare e rispettare l’essere umano.

Se l’uomo avesse la sensibilità di rispettare anche il lombrico sarà sicuramente in grado di rispettare anche il suo simile, ma se viene educato a rispettare solo l’uomo sarà incapace di nutrire amore nei confronti del prossimo. Occorre insegnare all’uomo ad amare il “piccolo” se si vuole che sia in grado di amare il “grande”. Che cosa è in fondo il vero amore se non la volontà e la capacità di accettare le diversità dell’altro?

E’ un’illusione sperare che un solo componente la famiglia dimostri saggezza e sensibilità d’animo se viene educato ad usare violenza e ingiustizia su gran parte dei componenti del nucleo familiare.

L’etica vegetariana che valorizza e rispetta il più piccolo, il debole, il diverso, è la sola che può rendere l’uomo giusto e sensibile verso il suo stesso simile: la sola filosofia in grado di risolvere i problemi del mondo. E’ il cuore dell’uomo a fare la storia, la sua coscienza, la sua sensibilità d’animo, il suo senso di giustizia e condivisione che si esprime a seconda del suo livello evolutivo mentale, morale e spirituale.

E’ da vigliacchi delegare altri a commettere ciò che in prima persona non faremmo mai, quello di uccidere un animale per mangiarselo.

E’ indegno di un essere civile infischiarsene della sofferenza e della morte di un animale innocente.

E’ un delitto dare ai bambini da mangiare gli animali che amano.

Perché sono vegetariano? Perché gli animali hanno come noi il diritto all’esistenza, soffrono e anno terrore della morte. Perché infliggere ad altri sofferenza e morte quando noi cerchiamo di evitarla?

Solo negli USA ogni ora vengono uccisi 500.000 capi di bestiame, ma pochi mangerebbero la carne se dovessero uccidere con le proprie mani l’animale che mangiano a tavola.

Uccidere o torturare un uomo è considerato un crimine mentre uccidere o torturare un animale è un fatto normale.

La propensione a delegare ad altri a commettere ciò che ci ripugna è la causa della maggior  parte dei delitti.

La violenza esercitata nei confronti dell’animale inclina l’uomo alla violenza anche verso il suo stesso simile.

Ogni crimine commesso dall’uomo scaturisce dalla sua incapacità di condividere la condizione della sua vittima.

Ciò che da sempre ha consentito e consente l’attuazione di una società civile e democratica risiede nella coscienza giusta e compassionevole verso i sofferenti, gli ultimi, gli indigenti, gli emarginati, degli oppressi, i diversi. La sensibilità dell’animo umano e la ricchezza dei valori morali sono la massima garanzia per il corretto ed onesto comportamento dell’uomo.

Perché è lecito sperimentare su l’Homo Paniscus (scimpanzè) e no sull’Homo Sapiens?

È la coscienza dell’uomo a fare la storia, la quale coscienza si esprime a seconda del grado di civiltà, di sensibilità umana e di giustizia dell’individuo.

L’oggettivazione di un animale senziente induce al disprezzo del valore della vita e alla negazione del suo diritto naturale ad essere libero.

La legittimità ad uccidere gli animali, nella convinzione che essi siano esseri inferiori, predispone la mente e la coscienza dell’individuo a considerare sacrificabile o sfruttabile il più debole a vantaggio del più forte. Questo legittima la logica che indusse il razzismo a considerare esseri inferiori gli schiavi, i negri, gli ebrei e avvalora la legge del più forte e del fine che giustifica i mezzi: l’identica motivazione assunta dal criminale per giustificare i suoi delitti. Inoltre induce alla trasgressione del comando «Non ammazzare» e «Non fare ad altri ciò che non vorresti ti fosse fatto».

La logica del prodotto carneo ottenuto dall’uccisione di animali senzienti rende l’uomo peggiore sul piano morale e spirituale, perché lo induce a convivere con l’idea che un delitto sia giustificabile se da ciò se ne deduce un piacere o un beneficio.

I grandi Iniziati di ogni tempo e paese, gli stessi dottori del cristianesimo, molti grandi santi e fondatori di ordini monastici, hanno vietato l’uso della carne considerandolo un impedimento all’evoluzione spirituale dell’uomo. A tal proposito Sant’Ambrogio affermava: «la carne fa cadere anche le aquile che volano». E Albert Schweitzer sosteneva: «Veramente morale è solo colui che soccorre ogni vita e si astiene da far torto ad ogni creatura. La vita in se stessa è sacrosanta. Io mi rendo ben conto che il costume di mangiar carne non è in accordo coi sentimenti più elevati». E Leone Tolstoj: «Mangiare carne è semplicemente immorale perché frutto di un’azione contraria al sentimento morale, quella di uccidere. Uccidendo l’uomo sopprime anche in se stesso le più alte capacità spirituali: l’amore e la compassione. Sopprimendo questi sentimenti diventa crudele».

Coloro che affermano il loro diritto a mangiare la carne considerano più importante il piacere del loro palato della vita degli animali. Questo atto di ingiustizia, di violenza e distruzione, che può avvenire, a discrezione dei genitori, anche alla presenza di bambini, incide negativamente sulla sfera emotiva dell’individuo, sulla sua coscienza morale e sul suo piano spirituale. Infatti induce a reprimere il sentimento di compassione verso la sofferenza dell’animale, verso la condivisione delle necessità vitali delle altre creature, induce alla durezza del cuore e all’insensibilità verso l’altrui sofferenza.

Quando il proprio piacere viene considerato più importante della sofferenza e della vita di un altro essere vivente l’uomo tende a giustificare un’azione delittuosa in vista di un presunto vantaggio personale.

L’occultamento della verità a cui sono condannati gli animali vittime della tirannide umana induce alla sonnolenza morale l’individuo e allo spegnimento del suo senso critico:piedistallo di tutte le tirannie.

La spontanea repulsione alla violenza specialmente dei bambini (i quali in modo subdolo vengono indotti a mangiare gli animali che amano) indica chiaramente che questa è un’azione contraria ai valori morali della coscienza dell’uomo. Nessun genitore farebbe assistere i propri figli a ciò che accade nei mattatoi.

Limitando il sentimento dell’amore alla sola specie umana si rende l’essere umano incapace di sviluppare nella sua coscienza la pietà e la compassione nei confronti del suo stesso simile. Infatti vi è un legame profondo tra il causare violenza agli animali ed essere inclini alla violenza verso gli esseri umani. Da statistiche ufficiali risulta che il 34 % dei criminali che hanno commesso violenze sui bambini hanno sperimentato la propria violenza sugli animali.

Limitare la manifestazione del sentimento di compassione ai propri simili significa mutilare inevitabilmente la capacità espressiva della coscienza morale dell’individuo anche nei confronti degli uomini. Come potrebbe il primogenito essere giusto ed amorevole nei confronti di un solo fratello se venisse educato ad esercitare ogni crudeltà e ingiustizia nei confronti degli altri componenti della famiglia?

Quali animali hanno diritto al rispetto da parte dell’uomo? Tutti. Un animale non è più o meno degno di rispetto a seconda della sua dimensione fisica, altrimenti l’elefante o la balena avrebbero maggior diritto ad essere rispettati di qualunque altro essere vivente.

Anche le piante soffrono? Tutto ciò che vive percepisce il dolore, vuole vivere e proseguire il suo cammino evolutivo. “Non fare ad altri ciò che non vorresti ti fosse fatto” è il principio supremo estensibile dall’uomo ad ogni creatura senziente. Per questo è necessario nutrirsi del frutto e non della pianta che lo produce.

Finché gli esseri umani avranno una coscienza in grado di giustificare il massacro giornaliero di milioni di animali innocenti nei mattatoi, non potrà avere la capacità di realizzare un mondo migliore.

Tutte le cose sono interconnesse. Se una parte di un solo organismo è sofferente tutto l’organismo è in pericolo di vita. Come potrebbe una famiglia vivere in pace e in armonia se violenta, sfrutta, schiavizza, tortura e uccide la gran parte dei suoi componenti?

A nulla serve cambiare i sistemi politici o economici se prima non  cambia il cuore della gente.

Perché uccidi se non voi essere ucciso? Perché imprigioni, torturi se non vuoi essere imprigionato, torturato?

Se all’uomo non importano le sofferenze degli animali perché dovrebbero importare agli Angeli le sofferenze degli umani?

Anche la persona più giusta ha le mani sporche di sangue se mangia la carne.

L’indifferenza verso il dolore altrui  il vero cancro del genere umano.

Non ho diritto ad un mondo migliore se contribuisco a renderlo peggiore con la mia violenza.

La differenza che c’è tra un animalista ed un carnivoro è che il primo cerca la giustizia ed il rispetto anche degli animali, il secondo solo quello degli uomini. Il primo rinuncia al piacere della carne per non causare sofferenza, al secondo non importa nulla della sofferenza e della morte di un animale innocente.

Essere vegetariani e meglio per la salute e la coscienza.

Noi dobbiamo imitare gli Angeli non gli animali predatori.

Come possiamo sperare che gli uomini diventino migliori se se vengono autorizzati a massacrare giornalmente milioni di animali innocenti per il piacere della gola?

Senza carne si vive meglio, e più a lungo.

Noi siamo coloro che veramente cercano il regno di Dio perché chiediamo amore e rispetto per tutte le sue creature.

Una persona impegnata nel sociale ma indifferente alla sorte degli animali che mangia a tavola non è adatta a servire il popolo.

Il livello morale e spirituale di un popolo dipende da cosa mangia.

Il solo modo di risolvere tutti i problemi dell’uomo è quello di renderlo più giusto e sensibile.

Il vegetarismo è il sistema immunitario della terra che consentirà al pianeta di salvarsi dalla distruzione, dalla fame, dalla violenza, dalle malattie.

 

L'immagine può contenere: testo e spazio all'aperto

#cacciatorieagricoltoribellagente
Per decenni i cacciatori hanno dato sfogo al loro incontenibile impulso di sterminare caprioli con la scusa degli ingenti danni provocati da questa specie all’agricoltura. I coltivatori, a loro volta, si sono sempre ben guardati dal contraddirli. Dunque, caprioli = devastazione dell’ambiente e delle colture. E invece? Da un monitoraggio effettuato dalla Regione Veneto, ben poco propensa alla tutela degli animali e con una indubbia simpatia per i cacciatori, emerge l’esatto opposto. Riprendiamo direttamente dall’articolo: «Fortunatamente gli impatti con l’agricoltura da parte dei caprioli sono molto limitati, in quanto questo ungulato è specie territoriale e pertanto non forma gruppi numerosi. (…) La sua dieta è quella di un brucatore selettivo, il cui impatto alimentare si diluisce su ampi spazi». E’ quanto emerso all’indomani del censimento di caprioli nell’area di ValleVecchia (Caorle) effettuato da un’azienda sperimentale gestita dalla stessa Regione Veneto. Le guardie venatorie hanno da poco censito la popolazione di caprioli composta da 158 individui per 300 ettari ed hanno scoperto che, pur essendo aumentata di 15 unità rispetto all’ultima verifica fatta nel 2018,la comunità di ugulati persiste ad essere totalmente innocua per l’agricoltura. Ma se in Veneto questa specie risulta in alcun modo dannosa, la Confagricoltura della Toscana ha dichiarato guerra ai caprioli distruttori e devastatori incalliti. Nota da rilevare tutt’altro che insignificante: l’anno scorso una associazione di cacciatori (l’Unione regionale cacciatori dell’Appennino) fece ricorso al Tar per impedire l’abbattimento di femmine e di cuccioli di caprioli perché la caccia selvaggia minava la conservazione della specie. Il Tar respinse l’istanza, con grande esultanza della Confagricoltura Toscana e di tutte le altre associazioni venatorie sparse per la regione.
Dunque, i caprioli sono innocui o devastatori? La domanda è puramente retorica. Quello che invece constatiamo con la massima serietà e una gran dose di rabbia è come le lobby in Italia facciano solo ed unicamente quello che a loro aggrada tanto la legge le tutela.
Non necessariamente legale è sinonimo di giusto.
E intanto a rimetterci la vita sono sempre e soltanto gli animali .

📌Per saperne di più:
http://www.venetoagricoltura.org/2019/03/in-evidenza/caorle-ve-densita-caprioli-vallevecchia-prima-in-italia/

https://www.lettera43.it/it/articoli/cronaca/2019/03/05/caprioli-caccia-agricoltura/229785/
– Il Nostro Canto Libero –

L’etica e il comportamento umano di Franco Libero Manco