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SUMMARY:MADRE TERRA\, UN PIANETA DA SALVARE
DESCRIPTION:“Fate che il vostro spirito avventuroso vi porti sempre ad andare avanti per scoprire il mondo che vi circonda con le sue stranezze e le sue meraviglie.\nScoprirlo significherà\, per voi\, amarlo.” \n(Kahlil Gibran) \nCINEFORUM IN SEDE AVA\nDomenica 8 marzo piazza Asti 5/a Roma \nproiezione del filmato \nMADRE TERRA\, UN PIANETA DA SALVARE\nBellissime e mai viste immagini del nostro stupendo pianeta\, gli effetti prodotti dall’uomo e le preoccupanti proiezioni future. \nBreve filmato di presentazione del contattista Eugenio Siracusa. \nDopo il filmato\, libero dibattito sui temi trattati.\nSeguirà spaghettata conviviale\, insalatona\,dolcetto vegan\, vino\, pane\, acqua. Contributo per chi resta per la cena 8 euro. \nAd ogni donna presente sarà fatto omaggio di un libro a scelta della collana scientifica di alimentazione vegan del Dr. Shelton.\nE’ necessaria la prenotazione a Luana tel. 3391406256 \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Medicina Spirituale: Come Agisce e Perché è Efficace
DESCRIPTION:Medicina Spirituale: Come Agisce e Perché è Efficace\nConferenza del dottor Luca Del Nevo\, Epistemologo \, Fisioterapista\, Kinesiologo\, Naturopata\, Counselor\, Terapia Emozionale e del Biofielding \nSe stai pensando a preti\, religioni o preghiere allora NON hai idea di cosa sia la Medicina Spirituale (MS). \nLa MS è una reale forma di cura basata sulla realtà fisica di questo universo (in particolare\, il concetto quantistico di ONENESS la profonda unità interattiva tra ogni elemento).\nPoiché ogni medicina poggia su una forma di comprensione del suo oggetto\, ecco che abbiamo TRE Forme Mediche:\n– Uomo ORGANISMO = Medicina Allopatica\n– Uomo MENTE = Psicologia/terapia\n– Uomo SPIRITO = Medicina Spirituale (o Vibrazionale) \nMa cosa intendere per SPIRITO? \nLa chiave della riposta risiede nell’identità tra Universo ed Uomo! \nPer mezzo di tale Identità Essenziale possiamo comprendere NON SOLO la dipendenza degli stati mentali ed organici da quelli spirituali. \nPossiamo SOPRATUTTO raggiungere un appropriata comprensione del senso del nostro esserci\, la direzione evolutiva della esistenza e in base a ciò adottate una sana IGIENE SPIRITUALE come potente sistema di salvaguardia della salute e sano sviluppo personale.\nA tali fini\, il Relatore ripercorrerà con stile narrativo il Viaggio che l’Essere Cosmico ha compiuto a partire dai primordi\, per manifestarsi in ultimo come Essere Umano. \nAl termine della Conferenza i partecipanti potranno godere di una sana cena vegana al costo di 10€ (solo prenotando!) \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Legge del Karma e fede nella Reincarnazione: testimonianze in ipnosi regressiva
DESCRIPTION:Ognuno è responsabile di ciò che accade e ha il potere di decidere che cosa vuole essere. Quello che siete oggi è il risultato delle vostre decisioni e scelte passate. Quello che sarete domani sarà il risultato delle vostre azioni di oggi.\n(Swami Vivekananda) \nLegge del Karma e fede nella Reincarnazione: testimonianze in ipnosi regressiva\nConferenza del Dottor Evaldo Cavallaro\, Psicologo e Psicoterapeuta\, Esperto di Ipnosi Regressiva e Motivazionale \n \nEvaldo Cavallaro – Nato a Milano nel 1946\, Laureato in “Psicologia” e Psicoterapeuta\, dal 1977 si è dedicato attivamente allo studio dell’ipnosi e delle sue applicazioni\, soprattutto nel campo della comunicazione subliminale e dei meccanismi psicofisiologici alla base dei fenomeni di suggestione.\nGià Ufficiale di Complemento dell’Aeronautica Militare e Paracadutista Civile\, Laureato anche in “Economia e Commercio” ed in “Scienze Politiche” (e formatosi\, tra l’altro\, presso la “Scuola Europea di Psicoterapia Ipnotica-AMISI”)\, é arrivato alla Psicologia dopo una decennale esperienza di marketing a livello internazionale\, sia come consulente free lance di Enti ed Istituzioni anche Governativi\, sia come funzionario della Compagnia Aerea Alitalia.\n\nDal 1981 dirige lo Studio CIPIA\, presso il quale svolge la sua attività di consulenza non solo per le problematiche (individuali e familiari) della personalità e del comportamento (in particolare comportamento alimentare e tabagismo); ma anche per le problematiche manageriali della formazione del personale\, soprattutto di vendita\, della gestione dei rapporti interpersonali e della motivazione all’eccellenza. \n\nSempre presso lo Studio CIPIA\, in collaborazione a livello nazionale con l’AIEC Onlus\, dirige corsi di addestramento all’impiego anche extra-clinico dell’ Ipnosi e del Reiki (di cui è Master dal 1996)\, finalizzati al “benessere esistenziale globale”.\nInsieme alla collega Maria Agnese Neri (anch’essa psicologa e psicoterapeuta\, nonché Presidente Nazionale dell’AIEC Onlus) è uno dei riferimenti italiani per le\n“Consulenze Strategiche Brevi di Ipnosi Motivazionale con Sessioni Lunghe Domiciliari-CoSBIMSeLD”: un interessante approccio alla persona ed al problema (specialmente ai comportamenti ossessivo-compulsivi) che permette\, con sedute ad intensissimo impatto spazio-temporale\, di destrutturare e ristrutturare\nrapidamente anche le situazioni più perversamente stabilizzate\, sia a livello individuale che familiare ed aziendale.\n\nGià consulente per quanto riguarda le problematiche psicologiche e da stress del personale navigante aereo (nonché coordinatore di un gruppo di Psicologi specializzati nell’intervento in situazioni di “Emergenza Aeroportuale”)\, ha all’attivo una lunga ed intensa attività didattico-formativa\, soprattutto per aziende del settore bancario\, informatico\, farmaceutico-diagnostico e di management counseling\, oltre che per istituzioni sanitarie\, pubbliche e private. \n\nDal 2003\, nell’ambito della ECM (Educazione Continua in Medicina)\, è formatore responsabile di numerosi corsi di formazione\, accreditati dal Ministero della Salute. Dal 2011 è Mediatore Civile Professionista.\nSpesso ospite di trasmissioni radiofoniche e televisive\, anche sulle reti Rai\, ha personalmente ideato e condotto su reti regionali programmi culturali di buon successo di pubblico\, trattando anche tematiche del mondo dell’Esoterismo\, del Paranormale\, dell’Ufologia e della Spiritualità.\nRelatore o moderatore in numerosi convegni scientifici (sia economici che psicologici\, a livello nazionale ed internazionale)\, Cultore della materia\, Animatore di seminari di approfondimento e Docente presso le Facoltà di Scienze Politiche delle Università romane (“La Sapienza”\, “Luiss” e Unisu-UniCusano)\, è Autore di pubblicazioni di carattere economico e culturale\, di un copioso corpus di dispense didattico-formative\, nonché di due volumi: “L’ipnosi.\n\nUn’introduzione psicofisiologica. – Collana Caleidoscopio della Medical Systems\, Genova\, 1986” e “Infrastrutture e decollo economico: il caso dello Zaire. – Quaderni della rivista\n“Africa”. Istituto Italo-Africano\, Roma\, 1976”.\n\nIpnologo\, Formatore\, Life Coach & Reiki Master\nDirettore dello Studio CIPIA di Ipnosi Motivazionale\, Reiki\, Formazione e Sviluppo Personale e Manageriale per il “Global Wellness” Esistenziale Ambassador for Peace della UPF – Universal Peace Federation Vice Presidente AIEC Onlus (Associazione Italiana per l’Educazione delle Comunità)\nConsigliere di AEREC (Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali)\nSede amministrativa: 00185 Roma – Via Balilla\, 13\nSedi operative: Genova\, Grosseto\, Roma\nCell.re (+39) 335 725 31 50 e-mail: cavallaroevaldo@tiscali.it www.cavallaroevaldo.it\nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Le straordinarie testimonianze di guarigione del taumaturgo Luca Del Nevo
DESCRIPTION:Biofielding è una manipolazione energetica delicata e profonda che risveglia l’energia vitale di ogni viscere\, organo\, meridiano energetico a cui viene applicata.\nGrazie alla sua straordinaria efficacia produce risultati terapeutici in tempi molto brevi. \nLe straordinarie testimonianze di guarigione del taumaturgo Luca Del Nevo\nDottor  Luca Del Nevo\, Epistemololgo\, Fisioterapista\, Kinesiologo\, Naturopata\, Counselor\, Ideatore della Terapia Emozionale e del Biofielding. \nIl Dott. (in fisioterapia) Luca F. DEL NEVO è l’ideatore della T.E.V. (Terapia Emozionale dell Vitiligine). Ha ideato la tecnica sulla base della sua Vitiligine\, infatti Del Nevo\, sostiene di essere stato affetto da Vitiligine per circa un anno e mezzo (questo\, qualche tempo fa…) Afferma di aver lavorato su di se\, guarendosi totalmente dalla Vitiligine e successivamente ha dato luogo alla Metodologia in questione\, appunto\, la T.E.V.. Se non erro la T.E.V. è basata sulla Kinesiologia. \nLA T.E.V. (Terapia Emozionale dell Vitiligine)\n  \nL’obiettivo – E’ la rimozione dei meccanismi emozionali responsabili simultaneamente delle macchie e delle condizioni esistenziali critiche a cui la vitiligine sempre si accompagna.\nCome avviene questa rimozione?\nNell’unico modo possibile per in quale un’informazione inscritta nel sistema nervoso smette di agire: sovrascrivendola con nuove scelte. \nUna condizione emozionale è sempre produttiva di una serie di comportamenti; i comportamenti determinano particolari situazioni pratiche\nLa vitiligine è una parte della situazione complessiva in cui si trova la persona ed la situazione dipende dal sistema di credenze personale (assunzioni concettuali\, emozioni\, etica ecc…).\nDue sono i passaggi fondamentali per cambiare tale sistema in maniera favorevole e veder sparire le macchie: \n1- renderne esplicite e analizzabili le componenti e la modalità in cui condiziona negativamente l’esistenza;\n2- scegliere consapevolmente su quali nuove assunzioni il sistema deve operare. \nLa seconda parte è la più difficile poiché con essa l’interessato impegna se stesso a lasciare la via vecchia per la nuova: per quando dolorosa e limitante sia la vecchia via\, su di essa abbiamo costruito la nostra identità. Siamo così poco disposti a cambiarla non sapendo che in tal modo conserviamo tutto il nostro disagio\, vitiligine compresa. \n(tratto da: terapiaemozionalevitiligine.it) \n– – – – – – – \nIn rete\, i suoi riferimenti principali\, sono i seguenti: \n– http://vitilblog.blogspot.it\n– http://www.terapiaemozionalevitiligine.it\n– http://www.vitiliginexit.com/tev-terapia-emozionale-vitiligine.php \n  \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Siamo onnivori? Da quando e perché l’uomo mangia animali?
DESCRIPTION:Siamo onnivori? Da quando e perché l’uomo mangia animali?\nDottor Giorgio Fabretti\, Antropologo\, Scrittore\, Presidente Associazione Fruit. \nLaureato con lode alla Sapienza – Università di Roma in Filosofia e Antropologia\, ha continuato gli studi a Berkeley (USA)\, con un’impostazione che vede Storia e Archeologia come campi di un’Antropologia scientifica ed evoluzionista. Per oltre 30 anni ha lavorato come antropologo e giornalista\, spesso in scenari di guerra (Vietnam\, Cambogia\, Afghanistan\, ecc.). Gravemente ferito in missione (1990)\, si è concentrato sull’insegnamento universitario e alla cura della Fondazione Raffaele Fabretti. \nHa collaborato con Antonio Cederna con cui si è impegnato per la realizzazione del Parco regionale dell’Appia Antica. Dal 1972 opera per una rifondazione\, su basi scientifiche e genetiche\, del Fruttarismo ispirato dal Mahatma Gandhi. \nÈ autore di radio-tv (RAI)\, articoli (ha collaborato con Huffington Post[1]) e saggi sulla cultura scientifica\, per spiegare in chiave stocastica e biologica i sintomi politici e sociali. \n  \nIl fruttarismo è un tipo di alimentazione per uno stile di vita sano che recepisce le indicazioni sulla salute internazionali ed in particolare dell’Onu. \nIl valore dell’alimentazione fondata sul fruttarismo ha due ordini di ragione: da un lato migliora la qualità della vita anche perché consente di tenere sotto controllo il dsturbo dell’obesità che colpisce un terzo degli abitanti del mondo (questo è anche quanto hanno sostenuto Marks e Gandhi) e dall’altro va a collocarsi sotto il profilo della correttezza etica tramite la tutela e l’avvicenamento agli animali. L’associazione Fruit ha recepito totalmente il senso e l’importanza del fruttarismo promuovendolo in particolare e con la massima concretezza all’interno del Mercatino biologico di Ostia. Anche la Restaurant Manager mostra apprezzamento nei riguardi dell’alimentazione fruttariana e sostiene che già iniziare a consumare fruttare e vedura in base alla stagionalità sarebbe un buon passo avanti. Alberto Colacchio\, Chef Patron del ristorante Aqua mater potrebbe essere in realtà un ottimo promotore del fruttarismo perché\, tramite le sue caratteristiche di creative\, è in grado di realizzare piatti sani ma che riescono a coniugare anche quello che gli ospiti maggiormente desiderano: sorpresa ed appagamento. \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:I produttori di malattie
DESCRIPTION:I produttori di malattie\nDr. Giorgio Vitali\, Dottore in Chimica\, Presidente Infoquadri \n  \nEssendo per natura un animale conformista e gregario\, l’uomo tende ad adattarsi alla maggioranza nell’abito mentale come in quello materiale. Ciò è comprensibile. Quel che riesce più difficile spiegare è la sua persistenza negli errori. E quando finalmente riconosce un errore\, l’uomo tende a sovrapporvene un altro\, che spesso si rivelerà più grave del precedente. E ciò che fece dire a Roscommon\, poeta e critico irlandese del XVII secolo\, che “la maggioranza ha sempre torto”. Ed è interessante notare che gli errori sono dovuti tutti al ragionamento e quasi mai\, e forse mai\, all’intuito e all’istinto.\n \nAristotele\, le cui idee furono considerate per molti secoli la massima espressione dell’intelligenza umana\, affermava che un sasso grosso cade più velocemente di un sasso piccolo. Più che l’errore in se\, oggi può apparirci stupefacente che non sia mai venuto in mente ne ad Aristotele ne ad alcun altro individuo per secoli e secoli di controllare tale affermazione con un semplice esperimento. Ciò dimostra che il pensiero umano si è sempre mosso entro una gabbia ben delimitata\, in conformità alla propria epoca. La gabbia si sposta nel corso dei secoli\, con le spinte che riceve dall’interno da qualche animo irrequieto\, e copre un nuovo terreno; ma il pensiero continua a rimanere confinato entro i limiti della gabbia\, da cui non può evadere.\n \nAll’epoca di Aristotele e per altri due millenni la gabbia non permise al pensiero umano di concepire l’esperimento\, ossia di ricorrere al metodo sperimentale. Si dovette attendere un Cartesio per enunciarlo e alcuni suoi contemporanei per imporlo\, come Galileo Galilei che volle mettere alla prova la teoria aristotelica dei due sassi e scoprì con sommo stupore che il sasso leggero cade alla medesima velocità del sasso pesante. L’umanità aveva atteso milioni d’anni per questa semplice constatazione. \nL’idea di mettere ad arrostire in un forno cani vivi “per scoprire il segreto della febbre” poteva nascere solo in un cervello ingabbiato\, severamente limitato da una concezione meccanicista della salute e della vita\, come quello di Claude Bernard. Il fondatore della vivisezione moderna\, a tutt’oggi definito un “genio”\, non sapeva distinguere tra causa ed effetto: non aveva capito che la temperatura di un malato era la conseguenza e non l’origine della malattia. E così la medicina attuale pretende di guarire una malattia mascherandone i sintomi.\nLa gabbia attuale permette all’uomo di sostare su di un territorio che al tempo di Aristotele era sconosciuto\, ma non gli permette di accettare come dati di fatto alcuni valori che sono altrettanto determinanti per la comprensione del mondo e della vita quanto le formule chimiche e matematiche. \nIl metodo cartesiano allargò rapidamente i confini del sapere\, ma sprezzando deliberatamente il pensiero filosofico e l’intuito\, sostituì un nuovo e macroscopico errore agli errori precedenti: errore che conteneva il seme della futura disfatta\, poiché indusse gli scienziati ad allontanarsi\, senza accorgersene\, dalla verità\, ossia proprio dagli ideali scientifici. Negando l’esistenza di tutto ciò che non è dimostrabile\, essi si divorziarono dalla realtà della vita. \nIn un dibattito pubblico organizzato nel 1973 dal settimanale Epoca è stato affermato che in laboratorio si può riprodurre esattamente un estrogeno naturale. L’affermazione era del prof. Silvio Garattini\, e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano da lui diretto era stato definito da Epoca (17-6-1973) “un centro tra i più importanti d’Europa per le ricerche sul cancro\, sul sistema nervoso\, sull’arteriosclerosi; oltre 400 pubblicazioni di diffusione internazionale testimoniano sui risultati dei suoi dieci anni di attività”.\nA parte il fatto che ci si può domandare quali mai possano essere i “risultati” di queste ricerche\, visto che i tre malanni menzionati da Epoca non avevano cessato di aumentare nel corso di quei dieci anni\, è evidente che il prof. Garattini personificava quella scienza medica moderna che si muove entro i confini di una gabbia a cui si può solo dare il nome di bernardismo\, perchè limitata dai dogmi enunciati da Claude Bernard. Infatti la dichiarazione che “in laboratorio si può riprodurre esattamente un estrogeno naturale” “ossia che un farmaco combinato con polverine artificiali sarebbe identico a tutti gli effetti a un ormone sessuale naturale\, organico\, prodotto dall’organismo vivente” è da mettere alla pari con i dogmi di Claude Bernard\, secondo cui una prova ottenuta sugli animali è perfettamente concludente per l’uomo. \nDunque un laboratorio\, analizzato un estrogeno (ormone sessuale) naturale\, ricavato da un organismo vivente\, ne stabilisce la formula chimica\, in base alla quale poi riproduce un prodotto teoricamente composto dai medesimi ingredienti chimici individuati nell’ormone originale e che quindi ha con questo una somiglianza teorica\, convenzionale; tuttavia i due prodotti non possono essere identici\, poiché dell’ormone naturale saranno state individuate soltanto le materie inerti\, i corps bruts tanto cari a Claude Bernard; ma non gli elementi più importanti\, ossia quelli che sfuggono\, proprio per la loro natura vivente\, a qualsiasi analisi chimica: perchè provengono dalla vita stessa e sono condizionati da quel “vitalismo” che fece impazzire Claude Bernard mandando a monte tutti i suoi esperimenti.\nMa c’è di più: i prodotti artificiali contengono di solito sostanze deleterie\, che le sostanze naturali che essi pretendono di imitare evidentemente non hanno. \nQualche decennio fa il capo del Reparto Chemioterapico dell’Istituto Nazionale (britannico) per Ricerche Mediche aveva scritto su Medical World (mar. 1956\, p. 473) in un articolo intitolato Chemioterapia Moderna : “Gli effetti tossici dei farmaci moderni stanno diventando evidenti e le pubblicazioni mediche sono piene di esempi in cui il paziente ne ha ricevuto un danno maggiore di quello che gli avrebbe procurato l’infezione originale”.\nQuindi non è di ieri la denuncia che la pletora di farmaci sempre nuovi non avvantaggia il pubblico\, ma lo rende malato. E nel frattempo la situazione non ha fatto che aggravarsi. \nLe lucrose fabbriche di malattie \nGià nel 1961 il dott. Walter Modell dell’Università di Cornell\, USA\, definito dal settimanale Time “uno dei maggiori esperti di farmacologia”\, aveva scritto su Clinical Pharmacology and Therapeutics: “Quando si capirà che esistono troppi farmaci? I preparati attualmente in uso sono più di 150.000. Ogni anno 15.000 nuove combinazioni inondano il mercato e 12.000 vengono eliminate… Non c’è un numero sufficiente di malattie per tutti questi farmaci. Finora il contributo più utile che ne abbiamo avuto sono i vari nuovi farmaci che combattono gli effetti dannosi degli altri nuovi farmaci”. (Time\, 26-5-1961.) \nDifficilmente si può essere più espliciti di così. Ma come mai migliaia di farmaci non bastano\, tanto che ogni anno se ne aggiungono altre migliaia? Ovviamente non bastano perchè non curano. Si tratta per lo più di palliativi ben più nocivi dei mali che essi professano di combattere; di sostanze chimiche che simulano la guarigione\, sopprimendo i sintomi\, ma avvelenano l’organismo o inficiano il suo equilibrio naturale. Gli analgesici addormentano i nervi\, indebolendoli\, ma il disturbo che causava il dolore continua a svilupparsi\, senza che il malato se ne accorga\, finchè i danni diventano irreversibili. Se una persona soffre di emicranie in seguito a un disturbo intestinale\, il farmaco gli farà passare (non sempre) l’emicrania\, ma il disturbo intestinale si esprimerà più tardi\, in modo più grave. Se uno stitico prende purganti\, diventa ancora più stitico. \nLa cosiddetta “pesantezza di stomaco” è un avvertimento della natura che l’individuo ha mangiato troppo\, per cui la valvola che fa passare il cibo dallo stomaco all’intestino non si apre. Tra i cosiddetti “digestivi” che oggi vengono tanto reclamizzati\, vi sono quelli che s’incaricano di “digerire” il cibo nello stomaco\, così togliendo a questo l’abitudine di produrre succhi gastrici in proprio e rendendolo sempre meno efficiente\, oltre a intossicare il fegato; e altri che causano artificialmente l’apertura della valvola\, per cui il cibo\, sebbene non ancora pronto\, passa egualmente all’intestino. Entrambi i rimedi danno al momento un senso di sollievo\, per cui il mangiatore smodato\, anziché ascoltare gli avvertimenti della natura\, impara ad ascoltare quelli della pubblicità\, mangiando di più anziché di meno e facendo affidamento su questi “farmaci miracolosi”: finché avrà sviluppato perlomeno un’ulcera\, che spesso prelude a un cancro dello stomaco: altro tipo di cancro in continua ascesa. é logico che i produttori di simili farmaci\, i medici che li prescrivono e i farmacisti che li vendono andrebbero messi in prigione. Ma cosa dire dei governi e dei legislatori che hanno tollerato l’instaurazione di un simile sistema? Se una persona soffre di arteriosclerosi che si rivela con crampi cardiaci\, allora nessuna medicina cardiaca potrà evitarle un rene grinzo oppure un colpo apoplettico. Se una persona agitata ricorre ai tranquillanti\, questi alla lunga le intossicheranno il fegato\, per cui la persona diventerà ancora più nervosa\, se non soffrirà addirittura di squilibri mentali; per non parlare dei danni irreversibili che la maggior parte dei tranquillanti causano alla vista\, rovinando la cornea e la retina. \nChi preferisce dimenticare i propri dolori artritici ingerendo veleni farmaceutici anziché darsi al moto regolare e seguire una dieta più salutare\, non fa che aggravare la propria condizione. Più deleteria ancora è la somministrazione\, per ogni starnuto o influenza incipiente\, oltre che di antistaminici\, di antibiotici che privano l’organismo delle naturali facoltà di difesa e finiscono col trasformare il malato occasionale in un malato cronico; per non parlare del sospetto potere cancerogeno di molti antibiotici: un sospetto che sta diventando sempre più certezza.\nIntanto una commissione medica cilena che il Presidente della nazione e medico Salvador Allende aveva istituito poco tempo prima di essere assassinato nel 1973\, era venuta alla conclusione che in tutto il mondo esistono solo poche decine di medicamenti di un’efficacia terapeutica dimostrabile e che la farmacopea potrebbe essere ridotta in conseguenza. (Nouvel Observateur\, 28-10-1974).\nNaturalmente quel rapporto non ha sortito alcun effetto pratico. Le industrie farmaceutiche multinazionali\, le autorità sanitarie dei vari paesi\, la scienza medica ufficiale\, l’OMS di Ginevra\, hanno tutti fatto finta di niente. Ed è logico che chi non si fa scrupolo di rovinare la salute altrui per desiderio di profitti\, s’infischi altamente delle sofferenze che infligge agli animali. E così è proprio sull’industria farmaceutica che ricade la maggiore responsabilità del continuo espandersi della vivisezione da una parte e\, dall’altra\, del deterioramento della salute pubblica negli ultimi decenni. \nL’agopuntura cinese\, i cui meriti il mondo occidentale sta finalmente scoprendo – in mani esperte permette perfino l’eliminazione di emicranie restie a tutte le altre cure e l’anestesia completa in caso d’interventi chirurgici\, senza causare alcuno dei numerosi inconvenienti dei prodotti chimici – non è cambiata da vari millenni a questa parte\, per cui la si può definire una vera scienza; laddove la cosiddetta “scienza medica” occidentale rinnega ogni giorno le verità di ieri\, così come domani rinnegherà le verità di oggi. Aumenta ovunque il numero dei medici che\, senza attendere un ripensamento dell’insegnamento “ufficiale”\, si staccano spontaneamente dai dogmi del bernardismo biochimico e si avvalgono di metodi più naturali. Oggi\, sui 50.000 medici che esercitano in Francia\, più di mille praticano l’agopuntura\, e molti altri si stanno orientando nella medesima direzione. Ascoltiamo il dott. Monnier\, Presidente della Società Nazionale Francese di Agopuntura\, intervistato da Giuseppe Grazzini (Epoca\, 10-12-1972): “Negli ultimi anni abbiamo visto gli improvvisi splendori e le inevitabili decadenze di troppe mode farmacologiche: abbiamo sperato nei sulfamidici\, nella penicillina\, nei cortisonici\, nelle vitamine: e ogni volta ci siamo accorti che quando si risolveva un problema se ne aprivano altri due e anche più\, e alla fine il conto si chiudeva sempre in passivo”. Forse per delicatezza il dott. Monnier non ha aggiunto “tranne che per l’industria farmacologica”. Una delle asserzioni più ipocrite dei nostri tempi è quella che vorrebbe identificare nella filantropia la molla propellente dei fabbricanti di farmaci. Non è soltanto l’industria a far tale affermazione. Nel numero di agosto 1973 di un pieghevole di una banca svizzera si poteva leggere: “La Sandoz\, che con una quarantina di società sussidiarie è al terzo posto dei complessi chimici svizzeri\, ha come scopo principale il perfezionamento di mezzi e conoscenze atti a trattare ed impedire malattie umane. Così la maggior parte delle spese di ricerca\, che nel 1972 ammontarono a 303 milioni di franchi (oltre 70 miliardi di lire)\, sono servite ad esplorare la salute”. La banca in questione\, prostrata in ammirazione dinanzi a chi dispone di tanto liquido\, si era guardata bene dal menzionare di quale e quanto sangue grondano le cosiddette “ricerche sulla salute”. é un’attività filantropica che rende bene\, considerando che il giro d’affari di un’altra di queste ditte farmaceutiche di Basilea\, ad esempio la Ciba-Geigy\, fu di 7.626 milioni di franchi nel 1971 e l’anno seguente di 8.064 (oltre 1.700 miliardi di lire). Intanto nell’agosto 1973\, la Hoffmann La Roche aveva annunciato la costruzione di una nuova fabbrica\, per cui era previsto un investimento di 200 milioni di franchi (50 miliardi di lire)\, destinata unicamente alla produzione di vitamina C. \nLa vitamina C è quella che meno manca sia nelle farmacie che nella nostra alimentazione quotidiana. Evidentemente però la Roche aveva 200 milioni di franchi da investire: e non conosceva investimento più proficuo di un’ennesima fabbrica di medicinali. Intanto in vicinanza di questa fabbrica è già sorto un nuovo allevamento di cani beagles e gatti\, dal quale i tre giganti svizzeri – Roche\, Ciba-Geigy e Sandoz – si procurano animali da laboratorio. Facendo ammalare questi animali con diete artefatte\, che non hanno alcun riscontro nella vita reale\, la Roche dimostrerà al pubblico ingenuo a quale terribile fato va incontro se non fa largo consumo della sua vitamina C. Almeno quarant’anni fa al pubblico era stato promesso che l’ingestione di dosi massicce di vitamina C avrebbe curato quasi la totalità dei mali\, aumentato la resistenza alle infezioni e portato al debellamento perlomeno dei raffreddori e dell’influenza. Non solo tutte queste promesse non si sono avverate\, ma da allora le giornate lavorative perdute in seguito a raffreddori e influenze del personale nelle fabbriche non hanno cessato di aumentare di anno in anno. Ogni tanto la stampa ne parla\, ma nessuno è capace di riunire i vari fili in una trama significativa. Una notizia dell’Associated Press portava il titolo “La vitamina C è inutile contro i raffreddori secondo uno studio di un medico americano” (Herald Tribune\, 11-4-1974.). Lo aveva dichiarato ad Atlantic City il dott. Thomas Chalmers\, presidente del New York City Mount Sinai’s Medical Center\, dinanzi all’altisonante “Federazione di Società Americane per Biologia Sperimentale”\, ossia una grossa associazione di vivisettori\, contraddicendo il premio Nobel 1954 Linus Pauling\, dopo un approfondito studio che aveva coperto un periodo che andava dal 1942 al 1974. Chalmers sconsigliava di prendere vitamina C per lunghi periodi di tempo\, aggiungendo: “Non esistono dati in merito alla sua eventuale tossicità a lunga scadenza”. \nC’è però qualcosa che sappiamo di sicuro in merito alla vitamina C in vendita nelle farmacie: “Dosi eccessive di vitamina C possono produrre scorbuto nel neonato\, che con il parto si trova bruscamente allontanato da un ambiente ad alta concentrazione di acido ascorbico”. Così si leggeva sul Corriere della Sera del 29 a-gosto 1974\, in un articolo che riferiva i danni accertati di un gran numero di farmaci che si trovavano in vendita. Insomma l’attuale scienza medica è stata capace di fabbricare casi di scorbuto nei neonati mediante la somministrazione alle gestanti di dosi eccessive di quella medesima vitamina che\, ingerita in dosi normali\, presenti in qualsiasi dieta ragionevolmente variata\, rappresenta una garanzia contro lo scorbuto. I miracoli del diavolo… \n[Commento di Ivan Ingrillì (presidente de La Leva di Archimede)]\n[Per quanto riguarda questo e il paragrafo successivo ho da fare la mia considerazione: credo che l’attuale tentativo da parte delle lobby del farmaco di mettere sotto scacco le vitamine e i minerali con l’ausilio di una direttiva europea recentemente approvata dimostri l’esatto contrario.\nCredo che sia stata fatta moltissima propaganda per screditare il valore preventivo e curativo di molti elementi naturali\, proprio perche’ non brevettabili e privi di effetti collaterali non contribuirebbero al fenomeno ridondante del business farmaceutico della malattia (www.laleva.cc/The_Hague/it/indexrath.html).\nTra’ l’altro l’autore non si accorge che la propaganda e’ proprio nel suo stesso report\, citando uno studio presentato ad una “grossa associazione di vivisettori” che vuole “contraddire il premio Nobel Linus Pouling”… – il che e’ tutto dire – e forse la vitamina C della Roche non era un gran che “efficace”\, chissa’. Vi propongo un po’ di materiale da me raccolto sulla vitamina C (www.laleva.cc/archivio/news130503_vitaminaC.html).\nSono molti gli studi che dimostrano l’importanza fondamentale dei micronutrienti che sono alla base di tutti i processi biochimici del nostro organismo\, NDR] \nL’eccesso di vitamina A sintetica – altro prodotto che molti pediatri prescrivono senza altra necessità che di giustificare una salata parcella – può ritardare la crescita delle ossa del bambino e causare tumori\, mentre l’eccesso di vitamina D può danneggiare i reni e il sistema nervoso\, anche con conseguenze letali. (Brian Inglis\, lo storico di medicina\, in Drugs\, “Doctors of Disease” ed. Andre Deutsch\, Londra\, 1965.) Naturalmente\, dubbi esistono anche per tutte le altre vitamine artificiali. Ad esempio in merito alla E\, il 11-10-1955 sull’autorevole Lancet si leggeva (p. 715): “In contrasto con le nostre dettagliate conoscenze dell’importanza della vitamina E per gli animali da laboratorio\, permane una grande incertezza circa il suo valore per l’uomo”. Come non detto. Nei decenni che seguirono\, la massiccia propaganda farmaceutica continuava a decantare le virtù miracolose della E. Senonché una recente notizia da Minneapolis ridimensionava ancora una volta la questione. Un articolo sull’International Herald Tribune (1-10-1973) intitolato “IL MIRACOLO DELLA VITAMINA E NON SOSTANZIATO DAGLI ESPERTI”\, precisava: “La vitamina E\, che era stata indicata come l’elisir di giovinezza\, la restauratrice della potenza sessuale e una cura o un preventivo per qualsiasi malanno\, dall’acne alle malattie di cuore\, è rimasta un’enigma medico e scientifico di cui non è stato provato il valore terapeutico\, secondo quanto è emerso da un simposio internazionale che ha avuto luogo nella nostra città”. Quindi un ennesimo prodotto miracoloso che ha miracolato soltanto i produttori. Ma vediamo come si è potuti arrivare a tanto. \nAllettata dalle favolose possibilità di guadagno offerte nel dopoguerra dall’avvento degli antibiotici\, che avevano fatto di quella farmaceutica l’industria più redditizia del mondo\, questa aveva cominciato a usurpare il ruolo del medico. Un numero sempre crescente di individui che\, come Claude Bernard\, erano stati bocciati all’esame di abilitazione alla professione medica o che comunque non avevano mai passato cinque minuti al letto d’un ammalato\, ma avevano solo contatti con topi\, conigli\, cavie\, cani\, gatti e scimmie – sui quali dovevano anzitutto infierire brutalmente per provocare stati anomali che non avevano alcun rapporto con le malattie dell’uomo – ricevettero l’incarico di combinare sempre nuovi farmaci “miracolosi”\, con cui sostituire quelli che avevano fatto il loro tempo\, perchè se ne era scoperta l’inutilità o la dannosità. Una propaganda massiccia\, che non aveva riscontro in alcun’altra industria\, persuadeva poi i medici a prescrivere questi nuovi farmaci\, vantandone da una parte l’assoluta innocuità e dall’altra la straordinaria efficacia; un’evidente contraddizione\, poiché ogni prodotto sintetico\, quanto più è efficace per un verso\, tanto più è dannoso per l’altro.\nIn medicina\, come in nessun altro campo\, si riscontrò così il curioso fenomeno che il commercio si mise a svolgere sempre più il ruolo dell’istruzione accademica\, sovrapponendosi a questa mediante le proprie pubblicazioni propagandistiche. \nPochi medici hanno il tempo di tenersi al corrente dei nuovi prodotti e al massimo leggono la propaganda inviata dai fabbricanti. In considerazione degli “effetti collaterali” (eufemismo per “danni”) dei farmaci sintetici\, il medico non dovrebbe prescriverli se non è sicuro della loro innocuità\, ma senza dare ascolto al produttore\, che ha interesse a minimizzare o sottacere questi “effetti collaterali”; e ciò dovrebbe essere ovvio. Senonché\, a giudicare dai successi di vendita dei nuovi farmaci\, medici tanto scrupolosi sono rari. Già nel maggio 1961 un medico francese\, il dott. Pierre Bosquet\, aveva scritto su La Nouvelle Crìtique: “La ricerca è strettamente subordinata a un rendimento commerciale immediato. Attualmente\, la malattia è una delle maggiori fonti di profitti per l’industria farmaceutica\, e i medici sono gli agenti volontari di questi profitti”.\nCome altre organizzazioni di tipo sindacale\, il cui scopo principale è quello di sostenere i propri interessi\, anche la classe medica è cascata\, senza accorgersene\, nella trappola tesale dall’industria. Allorché verso la fine degli anni Quaranta il prezzo della penicillina – l’antibiotico che per volere del suo scopritore non era stato brevettato ma che per primo aveva apportato favolosi profitti ai fabbricanti – subì un improvviso crollo in seguito a superproduzione\, le maggiori ditte americane vollero un prodotto simile\, ma differente di quel tanto che lo rendesse brevettabile\, e pertanto vendibile a un prezzo più alto. (Negli Stati Uniti basta una variazione della composizione molecolare per asserire l’originalità di un farmaco e renderlo brevettabile) Sicché nell’autunno 1949 la ditta Cynamid brevettò e lanciò l’Aureomicina\, un mese dopo Parke Davis uscì con la Cloromicetina\, e l’estate seguente la Pfizer\, sino allora una ditta tranquilla\, “seria” e “conservatrice”\, lanciò la Terramicina sulle ali di una campagna pubblicitaria per la quale aveva preventivato una spesa di 7\,5 milioni di dollari (4\,5 miliardi di lire non ancora svalutate) per i primi due anni. \nA poco a poco seguirono altre ditte con prodotti similari\, di cui ancora una volta venivano vantate\, da una parte\, l’assoluta superiorità terapeutica\, e dall’altra l’innocuità praticamente totale\, che il tempo doveva regolarmente smentire. Fin da quando la penicillina aveva cominciato ad abbondare\, i medici si erano messi a impiegarla indiscriminatamente\, anche per mali minori come raffreddori o influenze\, facendo così perdere all’organismo l’abitudine di difendersi da se\, per via naturale\, mediante la produzione di antigeni. I medici si regolarono alla stessa maniera con tutti gli altri e più potenti antibiotici che seguirono\, impiegandoli persino profilatticamente\, prima\, durante e dopo le operazioni chirurgiche. Lo fecero per comodità immediata\, senza curarsi che con ciò indebolivano in permanenza le difese naturali dell’organismo; né avevano previsto che i bacilli sopravvissuti avrebbero sviluppato ceppi di discendenti ben più virulenti dei precedenti\, in base alla regola biologica della sopravvivenza del più forte. La lezione venne a metà degli anni Cinquanta: in vari ospedali scoppiarono epidemie che nessun antibiotico riusciva più a controllare. In un anno ci furono più di cento di queste epidemie\, di cui una\, in un ospedale del Texas\, uccise 22 pazienti. L’industria non si lasciò sfuggire una simile occasione e subito prese a sfornare nuovi preparati\, assicurando che questi\, oltre a essere esenti da ogni effetto collaterale\, sarebbero stati capaci di annientare qualsiasi ceppo di bacilli – anche ceppi futuri (!) – e che non avrebbero sviluppato ceppi resistenti\, come avevano fatto gli altri antibiotici. Ai medici\, ormai abituati a prescrivere antibiotici ad ogni occasione\, non sembrò vero di avere a disposizione questi nuovi prodotti; così il ciclo ricominciò daccapo e perdura tuttora. C’è chi affermerà che l’uso profilattico di antibiotici ha salvato tante vite umane da giustificarne comunque l’uso\, nonostante i noti svantaggi. Ma ancora una volta i fatti parlano diversamente\, come dimostra un articolo di John Lear\, redattore capo della rubrica scientifica dell’autorevole Saturday Review. “é documentato che gli antibiotici profilattici fanno più male che bene. Uno studio del dott. Kempe porta il risultato di 250 operazioni “pulite”. Di questi 250 casi\, 154 non ricevettero terapia antibiotica\, e di questi ultimi solo il 7\,896 sviluppò conseguenze batteriche (bacterial aftermath). A tutti i rimanenti 96 vennero somministrati antibiotici profilatticamente\, e complicazioni batteriche si riscontrarono nel 37\,5% di questi 96 casi\, mentre ricevevano antibiotici. Secondo la nostra esperienza\, concluse il dott. Kempe\, complicazioni batteriche in operazioni pulite sono cinque volte più frequenti in pazienti trattati profilatticamente”. \nLa blenorragia è una malattia venerea già nota in antichità e che i romani curavano con una prescrizione ippocratica: letto e latte\, ossia assecondando l’opera della natura\, suprema guaritrix. \nGli antibiotici hanno per qualche tempo fornito una cura più rapida delle precedenti cure antisettiche: un’iniezione o una pillola e il malato era guarito. Ma anche in questo caso non hanno fatto altro che modificare i batteri\, creando in pochi anni ceppi più resistenti\, refrattari a qualsiasi antibiotico\, e forse persino alla cura letto e latte. In altri termini\, in antichità si sapeva curare la blenorragia; oggi essa è stata rafforzata\, e in molti casi non è più curabile. \nI danni da antibiotici non cessano di accentuarsi. Ecco un estratto di una serie di articoli apparsi nel Bulletin de l’Association Generale des MÎdecins de Trance (1962-1963) a firma del dott. Raiga: “Da dieci anni a questa parte\, il numero di ceppi stafilococcici resistenti alla penicillina è andato costantemente aumentando\, specie negli ospedali\, dove vediamo crescere il numero delle infezioni stafilococciche gravi\, manifestatesi nel corso di trattamenti per affezioni di tutt’altra natura. Ciò è particolarmente evidente nei reparti di Maternità\, dove le epidemie di tali infezioni hanno assunto proporzioni catastrofiche. Su queste attuali terapie ricade nettamente la pesante e tragica responsabilità di avere generalizzato e aggravato la patologia stafilococcica\, mentre esse erano destinate\, almeno in teoria\, ad estinguerla… Questi incidenti appaiono ancora più drammatici quando sono la conseguenza della somministrazione di antibiotici prescritti per affezioni banali che sarebbero guarite più o meno rapidamente senza trattamento alcuno. In tali casi il medicinale è indiscutibilmente una causa di morte terapeutica. (Dott. A. Cayala e collaboratori.) Un discorso simile vale per il tifo: “Medici e malati hanno collaborato a fabbricare un tipo di tifo che resiste ai medicamenti e che ormai si spande dal Messico verso il resto del mondo”\, ha dichiarato Ivan Illich. \nE secondo questo noto sociologo\, negli Stati Uniti muoiono annualmente 60.000 persone per colpa dei farmaci. Ma in verità il numero effettivo dovrebbe essere molto più elevato\, poiché medici e ospedali hanno tutto l’interesse a sotterrare i propri errori\, e molto spesso vi riescono. Ciò si spiega facilmente. Non si può stabilire nemmeno lontanamente quante persone muoiono in conseguenza di una ricetta medica. Molti decessi vengono attribuiti ad altre cause. é difficile che un medico voglia esporsi a essere criticato o citato in giudizio\, identificando come causa di morte un medicamento da lui prescritto. D’altra parte\, i farmaci raramente causano un decesso improvviso\, ma danneggiano organi vitali\, che solo più tardi porteranno a una morte più precoce\, a volte in concomitanza con altre cause. Una spiegazione del perchè i nuovi farmaci sono pericolosi proprio a causa della sperimentazione animale\, la diede involontariamente il dott. William Bean dell’Università dell’Iowa alla Commissione d’inchiesta sui profitti dei grossi monopoli industriali\, istituita nel 1957 dal governo americano\, sotto l’egida del senatore Estes Kefauver: “I guadagni più grossi si ottengono quando un nuovo farmaco viene messo in vendita prima che la concorrenza possa perfezionare un farmaco analogo. Dunque non si possono condurre lunghe prove negli ospedali:  e così può accadere che un farmaco venga smerciato dopo estese prove di laboratorio ma con un minimo di prove cllniche”. Il discorso non potrebbe essere più chiaro: le uniche prove valide sono quelle cliniche\, che andrebbero fatte con prudenza. \nLe “estese prove di laboratorio” cui si riferiva il Bean sono quelle che si fanno sugli animali\, e sono fallaci; tuttavia autorizzano le ditte farmaceutiche a inondare il mercato con nuovi prodotti il cui vero effetto sull’uomo il tempo soltanto rivelerà. Quindi le turbe mentali che spinsero i primi vivisettori del secolo scorso a formare generazioni di discepoli per i quali la “ricerca” medica era sinonimo di sperimentazione animale\, non sono da sole responsabili del dilagare di una pratica barbara che si maschera da scienza. Col passare del tempo\, agli esperimenti inequivocabilmente ispirati al sadismo oppure capaci di avanzare una carriera\, si sono aggiunti quelli che potevano assicurare pingui profitti. E dal momento della scoperta che attraverso la tortura degli animali c’era\, da guadagnare più danaro che con qualsiasi altra attività\, non ci fu più scampo per quelle sfortunate creature. \nShare on: WhatsApp
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DESCRIPTION:Luci ed ombre della dieta mediterranea\nVINCENZO A. R. FALABELLA\, Primario Psichiatra\, spec. in Psichiatria\, ORL e Patologia Cervicofacciale\, Esperto in Medicine non Convenzionali e Naturopatia.\nScegliere di essere psichiatra è maturato quale attività professionale più consona alle personali inclinazioni\, dopo la specializzazione in ORL e Patologia Cervico-facciale e la pratica ospedaliera – per circa 4 anni\, con tale qualifica\, richiedente\, tra l’altro\, un‘attitudine manuale che non ho mai posseduto. \nScegliere di essere psichiatra è maturato anche perché\, a 21 anni\, “affascinato” dalle Medicine non convenzionali che da sempre e tutte\, considerano l’uomo nella complessità dell’interdipendenza corpo-mente-spirito ed in stretta connessione con l’ambiente storico\, socio- culturale in cui vive. \nIntraprendo così \, insieme alla formazione accademica\, un “percorso” di studio e ricerca in tal diverso ambito\, interessato sul piano filosofico e metodologico al paradigma epistemologico caratterizzante l’agopuntura\, la fitoterapia energetico- costituzionale\, la medicina omeopatica. \nCiò è dovuto all’incontro\, a 21 anni\, con il prof. A. Negro\, docente di Endocrinologia all’Università “La Sapienza” di Roma\, caposcuola dell’Omeopatia italiana. \nCosì intraprendo\, sotto la Sua guida \, gli studi in Medicina Omeopatica \, conseguendo nel 1977 il diploma triennale (CEMON\, Napoli) e conseguo successivamente il Perfezionamento alla Libera Università di Medicina Omeopatica (LUIMO\, Napoli)\, sotto la direzione dei prof.ri Negro- Ortega- Paschero. \nSpecialista nell’anno ‘85 in Psichiatria\, esercito l’attività di assistente ospedaliero \, poi aiuto di ruolo prima alla U.O.S.M. dei Distretti 42-43 ( Reg. Campania)\, poi Dirigente di I livello\, fascia A\, alla U.O.S.M. Distretto 85 dell’ASL di Torre del Greco (Reg. Campania). \nL’interesse\, mai abbandonato\, alla complessità dell’essere umano \, mi motiva nel ricoprire\, in qualità di consulente Psichiatra del Ministero di Giustizia\, incarichi professionali in diverse strutture carcerarie. \nIn quegli anni\, in seguito a delibera della Direzione Generale\, sono Dirigente responsabile dell’ambulatorio sperimentale di Ipnosi medica\, Agopuntura Classica Cinese\, Fito-Omeopatia\, nella suddetta ASL. \nVincitore\, in seguito\, di concorso per Ricercatore \, bandito dall’Università degli studi di Lecce nel settore scientifico disciplinare “Psichiatria”\, affianco l’insegnamento in Neuropsichiatria infantile all’attività di ricerca\, già iniziata con il prof. G. Iacono\, Direttore della Sezione di Psicologia\, Dipartimento di Scienze delle Comunicazioni Umane \, poi con il prof. P. Valerio\, nell’Unità di Psicologia Clinica e Psicoanalisi Applicata\, Dipartimento di Neuroscienze e di Scienze del comportamento dell’Azienda Ospedaliera universitaria “Federico II” Napoli\, impegnato in ricerche attinenti la valutazione di test neuropsicologici somministrati ad utenti ospedalizzati e in ricerche sulla “sindrome del burnout” in operatori sanitari\, i cui risultati sono stati oggetto di pubblicazioni. \nNell’attività di ricerca e cura\, svolta all’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa (Na)\, utilizzo la Musicoterapia e l’Audiopsicofonologia nel trattamento di pazienti psicotici. \nI risultati di tali ricerche sono stati oggetto di pubblicazione e convegni. \nSono quelli gli anni in cui\, “viaggiando” nella bivalenza della conoscenza\, mi perfeziono all’Università Cattolica di Roma in “Organizzazione e gestione delle aziende sanitarie”\, in “Bioetica” ( dir. prof. E. Sgreccia )\, in “Management sanitario” ( ASL NA 5) e approfondisco \, nel vasto ambito delle Medicine non convenzionali\, la Musicoterapia (E. Lecourt)\, l’Audiopsicofonologia (A. Tomatis)\, la Bioenergetica\, la Geobiologia (A. Kunnen)\, la Floriterapia\, l’Auricolopuntura\, le Ginnastiche cinesi\, l’Iridologia\, la Kinesiologia\,… \nLa curiosità\, il bisogno di conoscere\, l’autogratificazione mi sostengono nel conseguire una Formazione in Psicoterapia vegeto- analitica (Centro studi W. Reich\, Napoli ) in Ipnosi clinico- sperimentale (Scuola post- universitaria CIICS\, Torino) \, in Psicosomatica e Psicoprofilassi ( Ospedale Cristo Re\, Roma). \nMa “il primo amore non si scorda mai” e\, preferendo esercitare l’attività clinica in ambito ospedaliero\, rientro in Napoli\, vincitore di concorso di Dirigente di II livello nella branca Psichiatria (ASL NA 5)\, qualifica ricoperta fino al 2015 quale Direttore di Struttura Complessa di Salute Mentale. \nMi specializzo anche in Mediazione Familiare Sistemica (Istituto Terapia Relazionale Caserta/Napoli )\, in Counseling (Istituto di Psicologia e Psicoterapia Relazionale e Familiare Napoli)\, in Psicoterapia sistemico relazionale (Istituto Psicoterapia Familiare Relazionale Bari)\, successivamente mi perfeziono sempre all’ISPPREF di Napoli acquisendo la qualifica di Psicoterapeuta Familiare con competenze specialistiche in Clinica\, Ricerca\, Didattica. \nGià Didatta in Medicina Omeopatica ( negli anni 1986-89) nella Scuola Medica Ospedaliera Napoletana – Associazione Nazionale di Medicina Omeopatica\, sono dal 2009 Coordinatore didattico-scientifico e Docente della Formazione in MNC all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Reggio Calabria e di Catanzaro\, Coordinatore didattico e Docente del Master in “Medicina Integrata “ all’Univ.”Magna Graecia” Catanzaro \, Coordinatore didattico- scientifico e Docente della Formazione in Discipline Bio-naturali nelle sedi di Reggio Calabria\, Catanzaro e Messina\, ricoprendo attualmente la carica di Segretario Nazionale e Direttore del Dipartimento Formazione –Insegnamento della Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati ( F.I.A.M.O.). \nLa Psichiatria\, la Psicoterapia\, come le Medicine non convenzionali\, prendono in considerazione la biologia dell’individuo (ereditata e che è possibile modulare in senso epigenetico)\, la personalità (costituita dalle esperienze che è possibile modulare attraverso lo stile di vita)\, l’ambiente e le relazioni con gli altri (che è possibile modulare\, arricchire\, ridefinire tramite aspetti emergenti del cervello quali la plasticità\, l’empatia\, la serenità\, la creatività). \nOra più che “ nel mezzo del cammin di nostra vita…” mi sento curioso come da bambino\, affascinato dalla complessità come da giovane e\, come adulto terapeuta\, inizio una esperienza in Psicoterapia che\, spero\, sia strumento creativo e anche di guarigione. \n  \n  \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Il digiuno felice: il segreto per essere più sani e più belli
DESCRIPTION:Dottor  Salvatore Simeone\,  Medicina Biologica Integrata\, Medicina Quantica \n  \nIl digiuno felice: il segreto per essere più sani e più belli\nLa medicina biologica è l’argomento trattato da Salvatore Simeone\, medico\, specializzato in medicina biologica e integrata\, agopuntore\, esperto di fama mondiale in digiunoterapia. \nIl dottor Simeone propone le cure biologiche\, tra le altre cose\, per rafforzare il sistema immunitario e detossificare l’organismo. \nE’ impegnato nella costante ricerca di una ‘Nuova Medicina’ olistica. \nPremessa \n\n\n‘I farmaci anti bios chiamati così\, antivita\, hanno ormai preso il sopravvento.\n\nAntibiotici\, antinfiammatori\, antipiretici\, anti nevralgici\, antipertensivi\, antidepressivi\, ansiolitici\, cortisonici\, gli immunosoppressori la fanno da padrone e fanno parte della\n\n\n\nquotidianità di miliardi di persone.\n\n\n\n\nEppure  l’infiammazione\, la febbre sono le fisiologiche reazioni che l’organismo innesca nel caso esista uno stato di acidosi metabolica provocata dall’accumulo di tossine\, cataboliti\, batteri\, virus\, eccetera.\n\nL’infiammazione è la cura più potente che l’organismo mette in atto contro tossine\, agenti patogeni\n\nMa allora perché bloccare questa cura naturale che il corpo mette in atto?…. per interesse\, su questo non ci piove.\n\nSe le persone sapessero che l’infiammazione è la cura biologicamente opportuna che il corpo mette in atto crollerebbe tutto il sistema delle lobbies farmaceutiche.\n\nEcco l’industria farmaco è questo\, l’industria farmaceutica non crea cure ma crea clienti’\n\n\n\nLa medicina biologica\n\n\n\n‘Il termine medicina biologica è stato coniato negli anni novanta per sostituire termini un po’ inadeguati come possono essere medicina alternativa\, dolce\, naturale o anche complementare (dolce è la peggiore perché fa venire il diabete\, ahahaha).\n\nAltri termini utilizzati per caratterizzare la medicina alternativa sono olistica e non convenzionale ma anche questi non rispondono appieno.\n\nC’è l’esigenza di una nuova semantica in linea con nuovo paradigma delle scienze…\n\n‘Medicina non convenzionale anche se non mi piace\, se avesse questo significato.\n\nMi piacerebbe se medicina non convenzionale significasse non conformato alla convenzione cioè non conformato a paradigmi standard.\nIl termine più rispondente secondo me è medicina biologica.\n\nBiologico significa conforme alla natura\, ossia conforme alle basi\, ai rapporti e alle connessioni delle leggi\n\n\n\nnaturali.\n\nScusate se è poco.\n\nLa medicina biologica considera i disturbi e le malattie reazioni dell’organismo necessarie e utili per riequilibrare lo stato di salute .\n\nL’obiettivo è  di curare sostenendo e ripristinando le capacità di guarigione proprie della persona rispettandone l’equilibrio e l’integrità.\n\nOgni sintomo patologico è considerato come un segnale d’allarme necessario per comprendere le reali cause della malattia.\n\nLe cause della malattia sono sempre associate a componenti non solo fisiche ma anche psicologiche  e ambientali\n\n\nLa medicina biologica è una scienza medica che in fase di diagnosi e di terapia si focalizza sulle funzioni vitali e attuali interventi curativi in sintonia con le capacità naturali di rigenerazione adattamento e autoguarigione dell’organismo.\n\nIl criterio principe è la salvaguardia dell’integrità della persona\, avvalendosi e inserendosi nel campo dell’ecologia\, della biologia molecolare\, della fisica quantistica.\n\nLa medicina biologica cerca di individuare le leggi della vita\,  non per opporvisi ma per assecondare la diagnosi\nInfatti molto spesso pur sottoponendosi a tutti gli esami convenzionali non si riescono a capire le vere cause di moltissime patologie con il rischio di effettuare a volte diagnosi superficiali tipo stress\, virus eccetera.\n\nCiò succede quando i sintomi sono di tipo funzionale cioè non hanno ancora alla base un’alterazione della struttura organica ma una debolezza funzionale che non si riesce a evidenziare con gli esami clinici di routine.\n\nStatisticamente ciò accade nel 60 circa per cento dei casi.\n\nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Il vegetarismo nella religione induista
DESCRIPTION:SVAMINI HAMSANANDA GHIRI\nMonaca induista del Monastero Svami Gita- nanda Ashram di Altare e vice-presidente dell’Unione Induista Italiana\, è referente per l’Induismo presso il Comitato Interfedi della Città di Torino. \n  \nIl vegetarismo nella religione induista\nL’essere umano non è il centro\, ma è parte dell’universo e deve contribuire con la sua opera al mantenimento del Pianeta e di tutte le creature.\nÈ questo che insegnano i testi sacri dell’Induismo.\nGrazie a tutti per questo invito fatto per celebrare la diversità.\n\nL’induismo si basa sui Veda infatti dice che “Dio è uno\, ma che i saggi lo chiamano in modi diversi”.\n\nLa diversità fa parte della manifestazione\, ma tutti noi\, in modo diverso\, aneliamo all’unità.\n\nEcco perché è bello essere qui tutti insieme a celebrare la diversità.\n\nDovete sapere che una delle parole con le quali gli induisti si definiscono non è indù\, ma SanathanaDharma\, un termine che deriva da il sanscrito\, Dahrma\, che è ciò che nutre e sostiene l’universo.\n\nL’indù deve sentire questa relazione con tutti gli esseri\, questa interdipendenza.\n\nIl più alto grado del Dharma è la non violenza\, nel senso di non nuocere a tutte le creature e tutti gli elementi che compongono l’universo\, ma anche il nostro corpo\n\nDa qui derivano tutta una serie di leggi etiche.\n\nL’uomo non è il centro dell’universo\, l’uomo è il parte dell’universo e ha il dovere di sostenerlo.\n\nVive insieme al tutto.\n\nLa seconda legge è il dare\, non si può prendere se prima non si è dato.\n\nSe cogli una pianta\, devi piantarne altre due\n\n\nL’induismo è un’ortoprassi e non è vero che noi induisti siamo tutti vegetariani\, dipende dalla responsabilità personale che si ha nei confronti della vita. \nVi racconterò una storia.\n\nDio padre ha creato il giorno e la notte\, gli dei e i demoni\n\nUn giorno i figli tornano dal padre e lo accusano di essere ingiusto.\n\nAllora lui gli propone una sfida.\n\nLi mette di fronte a una tavola imbandita di ogni bene e gli dà una unica regola: “Per mangiare\, dovete utilizzare dei cucchiai lunghissimi che non permettono di piegare i gomiti”.\n\nI demoni non riescono a mangiare e hanno fame\, mentre gli dei trovano subito la soluzione: si imboccano l’uno con l’altro.\n\nQuesto per spiegare che la condivisione è fondamentale.\n\nLa condivisione del cibo che fa bene è la medicina a tutti i mali\, questo ci insegna l’ayurveda.\n\nA questo punto\, ne approfitto per chiedere ai Ministri dei governi di darci la possibilità di acquistare del cibo sano e alimenti di cui conosciamo la provenienza per poter essere\, con le nostre scelte\, il cambiamento che vogliamo.\n\n\n\nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Cucina vegana per l’estate - Corso base con Antonella Tomassini
DESCRIPTION:Cucina vegana per l’estate – Corso base con Antonella Tomassini\nDurante la stagione estiva è preferibile consumare alimenti freschi e leggeri\, ricchi di vitamine\, antiossidanti e sali minerali per affrontare il caldo ed essere in forma. \nScopo del corso è quello di preparare veloci e nutrienti ricette green realizzate con ingredienti naturali e di stagione.\nIl corso della durata di 3 ore (dalle 18:00 alle 21:00) sarà così articolato: \nBreve introduzione delle cucina vegana per l’estate e presentazione dei piatti. \n– Estratto di melone\, pera\, limone\n– Pesto raw di peperoni\n– Tabulè di zucchine e menta\n– Involtini di melanzane\, pomodorini e glassa di aceto balsamico\n– Insalata di fagiolini e patate alla curcuma\n– Cruditè di carote e frutta secca\n– Millefoglie con crema dolce di fragole e ceci \nA fine corso saranno degustate le pietanze preparate.\n————————-\nCosto corso: € 20\,00\nDispense omaggio \nPer info e prenotazioni : 339/4914120 \nNumero minimo partecipanti: 10\nSarà possibile prenotarsi entro le ore 15:00 del giorno 18/05/2019 \nAntonella Tomassini è esperta di cucina naturale e senza derivati animali\, food blogger\, veg chef\, collaboratrice dei magazine online ilvegano.it e vegamami.it\, autrice del libro Pianeta Vegan\, riflessioni e ricette per un mondo cruelty free\, edito da Mediterranee e Micio e i suoi a-mici\, un romanzo animalista\, il cui ricavato è devoluto in beneficienza all’ Associazione D.I.A.NA che si occupa della sterilizzazione e delle cure veterinarie dei randagini. \nAVA (Associazione Vegan Animalista)– Piazza Asti 5/A Roma 00182 \nEvento su Facebook : Cucina vegana per l’estate – Corso base con Antonella Tomassini \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:SCOPRIRE VERITÀ E MENZOGNE  ATTRAVERSO I GESTI DEL CORPO
DESCRIPTION:SCOPRIRE VERITÀ E MENZOGNE ATTRAVERSO I GESTI DEL CORPO\nRelatore DR. ANTONIO LUCE \nPsicologo e Formatore\, Esperto del Linguaggio del Corpo\, \nRelatore presso 22 Questure italiane del Corso \n“Il linguaggio della menzogna nell’Anti-Terrorismo”\, \nPresidente dell’Europen Istitute of Body Language\, \nIstituto Europeo del Linguaggio del Corpo Memoreg A.C. \n  \nL’evoluzione ha portato senza dubbio un netto cambiamento nel modo di porsi tra gli altri e con gli altri. \nGli addetti allo studio del comportamento umano confermano che i movimenti del corpo valgono più di mille parole\nImpercettibile o evidente che sia\, ogni gestualità ha un preciso significato che non può sfuggire a chi sa osservare\, è quanto ipotizzato dai più importanti esperti di linguaggio del corpo\, tra questi in italia abbiamo il Prof. Antonio Luce\, Psicologo e Formatore\, Autore del Best Seller al 7° posto su Wikipedia ed esperto del Linguaggio del Corpo per il Telegiornale della Rai ed il TG5 di Mediaset. \nConsulente del Linguaggio della Menzogna presso Pomeriggio 5 di Barbara D’Urso e Mattino 5 di Federica Panicucci. \nDal 2003 dopo gli attentati dell’11 settembre\, il Dott. Luce è docente e consulente in molte Questure per Anti-Terrorismo. \nI seminari che ha organizzato in tutta Italia hanno raggiunto oltre 210.000 partecipanti e hanno parlato di lui su Resto del Carlino\, Panorama\, Wired e una miriade di altri mezzi di comunicazione. \n\nMa cosa è il linguaggio del corpo secondo il Dott. Luce ?\nIl linguaggio del corpo è il cosiddetto linguaggio non verbale e rappresenta oggi il più potente mezzo di comunicazione!\nChi conosce il linguaggio del corpo può essere in grado di utilizzarlo per comunicare sicurezza al proprio interlocutore: ciò che pochi sanno è che possiamo apprendere come educare il nostro corpo affinché esprima stati d’animo positivi (come sicurezza\, determinazione e gioia) o negativi (come la sensazione di fastidio). \nSe riflettiamo\, sulla differenza che intercorre tra un bravo ed un pessimo attore\, ad esempio\, ci renderemo immediatamente conto che il primo non utilizza soltanto la mimica facciale per esprimere le emozioni sul palcoscenico\, ma si avvale al contrario di tutto il proprio corpo. \nLe applicazioni del linguaggio del corpo sono\, quindi\, molteplici e ci permettono sia di mettere a proprio agio il nostro interlocutore sia\, nel caso in cui incontriamo una persona per la prima volta\, dare ad esso l’impressione di avere ‘una marcia in più’ rispetto ad un interlocutore non attento ai segnali che emette attraverso il suo corpo. \n\nQualche curiosità sul linguaggio del corpo\nSecondo noti studi americani\, il nostro interlocutore si crea un’impressione di noi nell’arco che va dai 40 ai 180 secondi che seguono la sua conoscenza\nBasta pensare che\, durante il primo minuto che segue la conoscenza di un’altra persona\, siamo in grado di emettere fino 10.000 messaggi attraverso il nostro linguaggio del corpo\, e tutto ciò avviene senza che ne abbiamo la minima percezione. \n  \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Da Buddha a Einstein:  viaggio oltre la terza dimensione
DESCRIPTION:Accostamenti tra la realtà dei mistici d’oriente e la scienza\, alla luce della rivoluzione della fisica quantistica. Un legame che apre lo scienziato all’intuizione di un’unità perduta\, raggiungibile di nuovo attraverso un percorso di consapevolezza. L’incontro dell’indagine occidentale con quella orientale. \n  \nDa Buddha a Einstein:  viaggio oltre la terza dimensione\nRelatore Dr. Paolo Guido\, Insegnante di Hatha Yoga\, Laura in Matematica\, Scrittore. \n  \nOriente e Occidente \ndue mondi complementari \nYoga \nFisica \nMatematica \nFilosofia \nPsicanalisi \nPaolo Guido insegnante di Hatha Yoga \npropone una pratica di yoga classico \ncon lo sguardo rivolto anche all’Occidente. \nAl nostro ambiente\, alla nostra cultura. \nDiplomato insegnante di Hatha Yoga nel 1985 all’Accademia Yoga di Roma del M° Giorgio Furlan dove ha svolto una pratica di insegnamento pluriennale.\nLaureato in Matematica e autore dei libri \n–  Lo Yoga della Relatività           Ed. Babaji (1991) \n– Da Buddha a Einstein               Ed. Il punto d’incontro (2004)\n– La psicanalisi dei chakra          Ed. Magnanelli  (2015) \nRelatore di conferenze  e seminari su diversi temi tra i quali \n\n\n Le diverse vie dello Yoga\n\n\nL’illusione del tempo\n\n\nLo studio dei Chakra e le teorie della Psicanalisi\n\n\nMatematica e Universo multidimensionale\n\n\nLo spirito dello Yoga nella Fisica contemporanea\n\n\nKarma ed Esistenza Totale\n\n\nSaper respirare e meditare\n\n\n  \nAttualmente insegna \n  \nall’Istituto Yoga Universale \n  \nL.go Magna Grecia 20 – ROMA \ne tiene un corso settimanale di Hatha Yoga\nall’Associazione Culturale \n  \nDojo Zen\nVia delle Mole 32\nALBANO LAZIALE \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Cucinare vegan senza glutine – Corso di cucina base con Antonella Tomassini
DESCRIPTION:Cucinare vegan senza glutine – Corso di cucina base\ncon Antonella Tomassini\nDomenica 28 Aprile 2019\nPartecipa\, metti “Mi Piace” e condividi l’evento su Facebook Cucinare vegan senza glutine con Antonella Tomassini \nSono sempre più numerose le persone allergiche o intolleranti al glutine ma anche quelle attente alla salute e che hanno deciso di ridurre l’utilizzo di glutine\, che se consumato in eccesso non giova al nostro organismo.  \nSe pensate che mangiare vegano e senza glutine non sia possibile\, con questo corso\, tenuto dalla chef vegan Antonella Tomassini cambierete idea.  \nScoprirete quali sono gli alimenti senza glutine e imparerete a realizzare deliziose ed economiche ricette vegane\nIl corso della durata di 3 ore (dalle 18:00 alle 21:00) sarà così articolato:\nBreve introduzione della cucina vegan senza glutine e presentazione dei piatti. \n– Tris di salse speziate con gallette di mais per l’aperitivo\n(Crema di tofu\, zucchine e curry\, crema di melanzane\, purea di fave) \n– Gazpacho di pomodoro fresco e basilico \n– Verrina di miglio e peperoni\n– Insalata tiepida di riso basmati\, fagioli neri e verdure croccanti\n\n– Farifrittata agli agretti\n\n– Camille alle carote e mele\nA fine corso saranno degustate le pietanze preparate. \n————————- \nCosto corso: € 20\,00 \nDispense omaggio \nPer info e prenotazioni : 339/4914120 \nNumero minimo partecipanti: 10 \nSarà possibile prenotarsi entro le ore 15:00 del giorno prima \nAntonella Tomassini è esperta di cucina naturale e senza derivati animali\, food blogger\, veg chef\, collaboratrice dei magazine online ilvegano.it e vegamami.it\, autrice del libro Pianeta Vegan\, riflessioni e ricette per un mondo cruelty free\, edito da Mediterranee e Micio e i suoi a-mici\, un romanzo animalista\, il cui ricavato è devoluto in beneficenza  all’ Associazione D.I.A.NA che si occupa della sterilizzazione e delle cure veterinarie dei randagini. \nAVA (Associazione Vegan Animalista)– Piazza Asti 5/A Roma 00182 \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Effetti preventivi e terapeutici dell’alimentazione vegan
DESCRIPTION:La dr.ssa Sabina Bietolini\, Biologa Nutrizionista\, Dottore di Ricerca in Scienza della Salute\, parlerà di: \nEffetti preventivi e terapeutici dell’alimentazione vegan\nSabina Bietolini\, biologa nutrizionista\, con dottorato di ricerca in Scienze della Salute. \nHa svolto attività di ricerca scientifica per circa 10 anni\, prima in Irlanda\, poi in Italia\, e attualmente si occupa a Roma di nutrizione preventiva\, dal concepimento alla senescenza\, in particolare dedicandosi a preconcepimento\, gravidanza\, allattamento e svezzamento. \n“È cofondatrice della SIPEF\, socia SINU\, terapista Be4eat\, docente nel Corso di Perfezionamento Universitario UNICUSANO “Alimentazione vegetariana e vegan” e membro del Comitato Scientifico AssoVegan.” \nCollaboratrice del SSNV\n \nMolti medici\, ostetriche\, dietiste e colleghi ritengono che con la dieta Vegan manchino gli aminoacidi essenziali\, il ferro e il calcio (e altro). \nPremesso che i nutrienti citati sono presenti in abbondanza in una dieta vegan ben bilanciata (non faidate)\, oggi ho capito perché tali professionisti abbiano certe convinzioni: ho visto il pasto vegan in un ospedale romano nel reparto ostetricia.\n“20 g di pastina nel minestrone\, patate lesse\, 30 g di pane bianco e frutta omogeneizzata”\n \nIn altre parole un pasto che di equilibrato non ha nulla!!!\n \nMa che competenze aveva chi lo ha stilato? Meglio non chiederlo.\n \nE tutto rigorosamente in alluminio e plastica\nSe questo è ciò che considerano vegan\, non hanno tutti i torti ad essere preoccupati.\n\nPer fortuna vegan è decisamente altro\n\nSe solo avessero l’umiltà di ammettere di non essere capaci e chiedere aiuto a chi è invece competente sulla dieta 100%vegetale…\nSabina Bietolini \n  \n  \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:POETIZZANDO IN SEDE AVA
DESCRIPTION:  \nFranco Libero Manco\, presidente del Movimento dell’Amore Universale\, dell’Associazione Vegan Animalista e del Forum Vegetariano. \nComplessivamente ha stampato e pubblicato dieci testi a carattere etico\, spirituale\, filosofico\, poetico\, antropologico: L’uomo essenziale; Il cuore e l’anima\, Crisalide\, Il terzo polo\, Pensieri e massime\, Lotta all’antropocentrismo\, Innamorato di Dio\, Fiori stellari\, Il grande enigma\, Biocentrismo\, l’alba della nuova civiltà umana. Giornali e riviste nel corso degli anni hanno pubblicato migliaia di suoi articoli a carattere etico\, salutistico e antropologico. \nPresenta: \nPOETIZZANDO IN SEDE AVA\nMartedì 9 aprile alle ore 18\,00 serata di poesia. \nFranco Libero Manco leggerà alcune delle sue più significative poesie in tema universalista. \nI partecipanti possono leggere poesie proprie o di altri autori. \nDopo è prevista una cena sociale vegan. \nPer chi resta il contributo è di 10 euro. \nIngresso libero. \nPer info: tel. 333 9633050 \n  \nAssociazione Vegan Animalista Onlus \nIL DESTINO DI UN POPOLO DIPENDE DA COSA MANGIA \n  \nVEGAMIND: \nautodifesa psicosociale. \n Viviamo in tempi bui: il Medioevo era una giornata assolata\, in confronto alle nubi di autoritarismo tecnocratico che incombono su di noi! Dall’avvento del Capitalismo industriale\, abbiamo incessantemente brutalizzato piante e animali\, con disastrose conseguenze ecologiche ed etiche. Si rende quindi più che mai necessario prendere coscienza degli errori che sin qui abbiamo commesso\, rendendoci complici del consumismo capitalistico\, per arrivare a sostituirlo con un nuovo modello di società. \nIn questo incontro vi parlerò di AUTODIFESA PSICOSOCIALE\, ovvero di come tutelare voi stessi\, e nei limiti del possibile anche ogni altro essere vivente\, dalle tossiche menzogne del Sistema. Fermare e poi invertire il processo di robotizzazione in atto è tanto un diritto quanto un dovere di ogni autentico essere umano; ci vogliono sempre più stupidi e feroci: insensibili con i più deboli\, sottomessi verso la (loro) autorità. A noi quindi l’arduo compito di rompere i fili dei burattinai\, tornando così ad avere la dignità di esseri liberi ed eticamente pensanti! \nDOVE: presso l’Associazione AVA\, in Piazza Asti 5/a (Roma). \nQUANDO: il 4 Aprile 2019\, dalle 18.00 alle 20.00–20.30. \n  \n Carissimi\, vi ricordo la prossima assemblea annuale AVA che si terrà giorno di martedì 9 aprile alle ore 8\,00 e\, mancando il numero legale\, alle ore 17\,00 dello stesso giorno presso la sede operativa AVA di piazza Asti 5/a\, per deliberare sul seguente ordine del giorno: \n–        Approvazione del bilancio consuntivo anno 2017; \n–        Approvazione del bilancio preventivo anno 2018; \n–        Nomina delle cariche istituzionali; \n–        – Varie ed eventuali. \nConsiderata l’importanza dell’incontro siete pregati di non mancare. \nIl presidente Franco Libero Manco \n\nFRANCO LIBERO MANCO – PRIMA DI UCCIDERLO\nFagli una carezza\, prima di ucciderlo \nE quando inerme e intriso di terrore\nl’animale sarà nelle tue mani\,\nprima di togliergli il respiro\, la luce\, la vita\,\nguarda l’innocenza nei suoi occhi\,\nsenti il caldo tepore del suo corpo\,\naccarezza il suo manto villoso\,\nle sue morbide piume\,\nle sue squame lucenti; \nfa che almeno una sola volta\nabbia dall’uomo una carezza\,\npoi reprimi in te ogni compassione\,\nogni senso di colpa\ne affonda la lama nelle sue viscere.\nNon badare alle sue grida\,\nignora le sue convulsioni\,\nnon t’infastidisca la vista del suo sangue\, \nsolo dagli il tempo di dire addio\nai prati fecondi\nal cielo sublime\nal mare profondo\ne poi fallo a pezzi\, cucinalo e mangialo\,\nse ne hai il coraggio. \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Nutrizione sottile e Veganismo psichico: difendere la verità dalle menzogne globali
DESCRIPTION:Il dottor Andrea Passeri\, Psicologo\, Formatore professionale\, Counselor\, Cultore di Discipline Olistiche parlerà di:  \nNutrizione sottile e Veganismo psichico: difendere la verità dalle menzogne globali\n\n\nAndrea Passeri\n\nProfessore a contratto \nDipartimento di Scienze Politiche e Sociali \nAssegnista di ricerca \nDipartimento di Scienze Politiche e Sociali \n\n\n\n\n\n\nCurriculum vitae\n\nFormazione\n\n\n\n2016    Dottorato di Ricerca in ‘Storia\, Istituzioni e Relazioni Internazionali dell’Asia e dell’Africa Moderna e Contemporanea’\, Università di Cagliari\, Facoltà di Scienze Economiche\, Giuridiche e Politiche. \nTitolo della ricerca: ‘La politica estera birmana fra Cina e Stati Uniti: dall’isolamento a un’inedita centralità’\, relatore Prof.ssa Annamaria Baldussi. \n2012    Master in Diplomazia e Politica Internazionale\, Universita’ di Bologna\, Facolta’ di Scienze Politiche. \n2011   Laurea Magistrale cum Laude in Relazioni Internazionali\, Università di Bologna\, Facoltà di Scienze Politiche. \n2009   Laurea in Relazioni Internazionali\, Università di Bologna\, Facoltà di Scienze Politiche. \n  \nIncarichi Accademici e Istituzionali \n2018- presente Team di Coordinamento\, progetto Erasmus+ CHINLONE (KA2 – Capacity-building nel settore dell’istruzione superiore) con il Myanmar. \n2016- presente Professore a contratto\, Università di Bologna\, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali\, Campus di Forlì. \n2015-2018 Assegnista di Ricerca\, Progetto Dipartimentale ‘Russia and China in a Global World’\, Università di Bologna\, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali. \n2014-2015 Cultore della materia Politics of Contemporary Asia e International Relations of East Asia\, Universita’ di Bologna\, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali \n2013 Tutor del Master in International Politics\, Universita’ di Bologna\, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali. \n\n\n\n\n\n\n\nIL CULTO DELLA VIRTUALITA’ \n\nCon l’avvento della modernità\, e soprattutto a seguito della nascita del Medium televisivo dapprima e poi di Internet\, noi esseri umani ci siamo staccati sempre più dalle nostre radici esistenziali: dapprima abbiamo abbandonato la terra\, quando durante le due grandi rivoluzioni industriali (fine del Settecento in Inghilterra\, e seconda metà del XIX secolo in larga parte dell’Occidente) ci spostammo in massa dalle campagne alle città; poi\, abbiamo reso sempre più eterei ed incorporei i prodotti e i servizi di cui usufruiamo. Quest’ultima tendenza ha portato alla terziarizzazione delle Economie\, processo ancora in crescita\, e dal punto di vista culturale ci ha resi dei consumisti virtuali oltre che sostanziali. \nMi spiego: un tempo\, fino alla fine del XX Secolo circa\, gran parte della nostra attenzione come consumatori era catalizzata da beni materiali; oggi\, siamo invece sempre più attratti dal virtuale: molto spesso non è un corpo fisico (automobile\, cibo\, vestito\, eccetera) l’oggetto del nostro desiderio\, bensì una realtà virtuale. \nBasta farsi un giro sui principali Social Network per rendersi conto che\, soprattutto le nuove generazioni\, hanno istituito un culto dell’immagine basato non più su una apparenza materiale ma su una identità virtuale. \nUsando una terminologia che spesso sentiamo applicata all’Informatica\, diremmo che l’Avatar è divenuto più importante del corpo biologico di cui Madre Natura ci ha forniti. Forse perché quell’irrisolto desiderio di immortalità che segretamente ossessiona la maggioranza del genere umano non trova appiglio nella caducità dei corpi organici\, l’Avatar\, immateriale e pertanto indistruttibile\, è divenuto il nuovo feticcio delle masse. \nIl corpo fisico non è più abitato e vissuto\, perché Internet offre la possibilità di crearsi un personaggio virtualmente immortale; così\, il problema esistenziale di molti di noi non è più trovare un filo che ci conduca al “Deus Ex Macchina”\, all’Intelligenza cosmica che si suppone abbia creato tutto inclusi i nostri corpi organici\, bensì trovare un “Eidolon” (termine greco che sta per “simulacro”\, e che indica una forma priva di sostanza) in cui investire il proprio desiderio.  \nMa il corpo disabitato perde smalto; come un’abitazione abbandonata\, lentamente si riempie di polvere e ragnatele. Con il lento scorrere del tempo\, le pareti si crepano e iniziano a disgregarsi mentre i pavimenti si fanno sempre più traballanti ed instabili. \nInsomma il nostro corpo\, nel momento in cui lo si abbandona per assecondare la propria mente desiderante che è succube degli Eidolon\, diviene sempre più triste e spento. Relegato al mero ruolo di contenitore della mente\, diviene un guscio privo di vita: un involucro usato per connettersi attraverso lo sguardo alle immagini virtuali su cui si investe la propria Libido. \nIl corpo perde sostanza\, mentre lo sguardo si proietta al di là di esso e penetra nello schermo del monitor o della televisione; il virtuale diviene l’unica realtà\, e il reale diviene fantasmatico. Dunque il proprio corpo non è più oggetto del desiderio\, e neanche soggetto\, bensì veicolo per far accedere la mente agli Eidolon. In effetti\, nella moderna società dell’immagine\, il soggetto desiderante è la mente e l’oggetto desiderato è una reputazione “vincente”. In base ai canoni sociali dominanti\, i beni più ambiti sono la visibilità (includente anche fascino e bellezza fisica\, oltre che reputazione) e il successo professionale; quando il proprio Avatar è ammirato\, o magari anche venerato da quante più persone possibili\, la mente si sente appagata. Narcisismo è la parola chiave. \n  \nGRANDIOSITA’ ILLUSORIA V.S. FRAGILITA’ REALE \nCome ogni illusione priva di sostanza\, anche gli Eidolon\, per quanto grandiosi e “vincenti”\, presto o tardi si rivelano per quello che sono: fumo destinato ad essere disperso dinnanzi alle tempeste della vita. Così\, quando arrivano le vere difficoltà\, quelle sfide a volte anche crudeli che la sorte a  volte ci riserva\, anche l’Avatar più appariscente\, quello sulla cui creazione si erano magari investite centinaia di ore\, svanisce come un fantasma esorcizzato. Allora lo sguardo del desiderio\, proiettato in precedenza sull’Avatar\, è costretto ad osservare il vuoto; in quel nulla apparente\, fonte di desolante inquietudine\, è però nascosta una grande occasione: quella di chiudere gli occhi e tornare ad ascoltare il proprio corpo. \nSigillando la percezione esterna\, per accedere a quella interna\, si ritorna inevitabilmente al corpo: ciò che era stato abbandonato e dimenticato in nome del culto dell’immagine viene finalmente riconosciuto. A quel punto è inevitabile che tutte le emozioni rimosse in nome della grandiosità narcisistica riemergano: paura\, tristezza\, dolore\, angoscia … tutto ciò che ha a che fare con l’umana fragilità tornerà ad esprimersi. Se sapremo ascoltare e accogliere queste emozioni\, potremo risalire dal precipizio e tornare ad investire laddove era naturale che investissimo: sul corpo\, con tutta la vibrante vitalità delle sue emozioni (piacevoli o meno). \nLA SAGGEZZA DEL CORPO.\n \nLe moderne Psicoterapie di stampo corporeo riconoscono l’importanza di tornare ad abitare il proprio corpo\, allo scopo di renderlo il soggetto primario del desiderio. Finché è la mente a fare le scelte relative agli investimenti libidici\, difficilmente queste scelte saranno in linea con i propri bisogni più profondi. \nQuesto perché la mente funziona per immagini\, il che implica una altissima suscettibilità alle induzioni esterne (cartellonistica pubblicitaria\, televisione\, Internet\, eccetera); al contrario il corpo si basa su una antica e intramontabile saggezza: quella delle sensazioni che nascono da dentro. Questo significa che i suoi segnali\, messaggi e desideri sono molto più aderenti alle reali necessità che abbiamo in quanto individui. \nQuando il corpo viene riabilitato come soggetto del desiderio\, le emozioni tornano a scorrere in esso; meno mentali e cervellotici di prima\, diveniamo molto più umani e sensibili: sensibili innanzitutto a noi stessi\, ai nostri più intimi bisogni che ora ascoltiamo\, e poi anche all’altro\, con tutto il suo bagaglio di fragilità. \nA quel punto l’oggetto del desiderio torna sostanziale: non più un Eidolon\, un simulacro virtuale\, bensì un altro materiale e dotato di dignità emozionale. Non necessariamente un essere umano\, ma comunque un essere animato (pianta\, animale o umano) e incarnato per il quale si provano emozioni vivide e pulsanti. La dignificazione dell’essere umano è questa: riumanizzare il desiderio. \nDottor Andrea Passeri \nPsicologo\, Formatore professionista e Psicoterapeuta in formazione. \n\nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Vegan perchè: mille domande mille risposte di Franco Libero Manco
DESCRIPTION:“Non è vero che l’uomo consumistico non ama gli animali. Invece li ama molto\, specialmente se ben cucinati.\nL’uomo moderno soffre della peggiore di tutte le malattie cardiache\, l’incapacità di amare col cuore.\nMolti pensano che amare col cuore\, e amare anche gli animali\, sia pura emotività e sentimentalismo. Si tratta invece di sanità morale e di razionalità più profonda di quella egoistica. [….]”\n(Giovanni Martinetti – “Il dolore è uguale per tutti”) \n  \nLeggi condividi e diffondi: PROGETTO PACE NEL MONDO – EDUCARE L’UMANITA’ ALLA PACE di Franco Libero Manco \nVisita il nostro sito Associazione Vegan Animalista \nMetti “Mi piace” sulla pagina Facebook del presidente Franco Libero Manco \nMetti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook AVA Associazione Vegan Animalista \nVieni a trovarci presso la nostra sede di Roma in Piazza Asti\, 5/A siamo aperti tutti i giorni dalle ore dodici alle diciotto \nIscriviti alla nostra Newsletter \nVisiona iscriviti e condividi le nostre videoconferenze dal nostro canale Youtube \n Iscriviti ai nostri gruppi su Facebook: \nAVA Associazione Vegan Animalista \nSupporta Agripunk e tutti i Rifugi di Animali Liberi \nPartecipa\, metti “Mi Piace” e condividi l’evento su Facebook Vegan perchè: mille domande mille risposte \n  \nVegan perchè: mille domande mille risposte\ndi Franco Libero Manco \nMartedì 2 aprile 2019 dalle ore 17\,30\, in via del Teatro Pace 32 Roma (piazza Navona)\, conferenza del Dr. Franco Libero Manco\, Presidente AVA\, sul tema \n“VEGAN PERCHE’: \nMILLE DOMANDE\, \nMILLE RISPOSTE” \nDurante la conversazione saranno trattati i molti aspetti e gli interrogativi che caratterizzano la scelta vegan al fine di dimostrare i benefici che ne derivano\, soffermandoci sulle domande che verranno da parte dei partecipanti. \nSi risponderà alle domande del pubblico.\nIngresso libero e gratuito.\nPer info tel. 3393586193 – 333 9633050\nUN ALIMENTO E’ ADATTO ALL’ALIMENTAZIONE UMANA SE… \nE’ COMPATIBILE CON IL NOSTRO ORGANISMO  \nE RISPONDE ALLE SEGUENTI CARATTERISTICHE: \n1: essere esteticamente attraente\, appetibile\, desiderabile \n2: avere un buon profumo  \n3: essere commestibile da crudo\, gradevole e gustoso  \n4: essere facilmente digeribile e assimilabile  \n5: avere il giusto ed equilibrato quantitativo di nutrienti \n6: essere compatibile con la morfologia umana \n7: non contenere residui chimici né adulterazioni \n8: non deve generare patologie \n9: non essere facilmente deperibile \n10 : non causare danni all’ecosistema \n11 :essere economicamente conveniente\n12: essere eticamente compatibile  \n13. essere un alimento necessario e apportare benefici al nostro organismo \n——————————— \n1: essere esteticamente attraente\, appetibile\, desiderabile:\nun pezzo di carne cruda\, un pesce\, un mollusco\, un volatile\, il corpo di un animale morto\, è tutt’altro che desiderabile: attrae solo gli animali predatori\, gli sciacalli\, gli avvoltoi\, i serpenti\, non l’uomo. \n2: avere un buon profumo:\nse non è camuffata con la cottura e con le spezie la carne dell’animale morto emana il tipico ripugnante fetore dei cadaveri. \nL’odore della carne e del pesce è nauseabondo e la puzza serve a tenerci lontani da quell’alimento. \n3: essere commestibile da crudo\, gradevole e gustoso:\nla carne cruda è durissima per la dentatura umana e non è gradevole al gusto. \nSono necessari dai 5 ai 20 giorni di frollatura per ammorbidirla. \nCarne e pesce per motivi di igiene e masticazione devono essere cotti e la cottura altera e distrugge quasi del tutto le proprietà nutrizionali. \n4: essere facilmente digeribile e assimilabile:\nla carne impiega dalle 50 alle 70 ore dal momento dell’assunzione all’espulsione e soprattutto è di difficile assimilazione perché i legami delle cellule resistono agli enzimi digestivi. \n5: avere il giusto ed equilibrato quantitativo di nutrienti:\nla carne è priva di carboidrati\, di fibre\, povera di vitamine (specialmente quelle termolabili) e di enzimi in gran parte distrutti con la cottura. \nAnche i minerali sono resi inorganici con la cottura e quindi di difficile utilizzo dall’organismo; inoltre la cottura altera anche le proteine che flocculano\, i grassi si ossidano. \nLa cottura del pesce rende quasi inservibili gli omega 3. \n6: essere compatibile con la morfologia umana:\nse l’essere umano fosse strutturato anatomicamente a mangiare anche la carne avrebbe denti adatti a lacerarla direttamente dall’intero animale\, saliva\, stomaco\, intestino ed enzimi appropriati a neutralizzare l’acido urico. \nL’essere umano manca di artigli\, di zanne\, non ha velocità necessaria a rincorrere la preda e soprattutto ha repulsione alla vista del sangue e dei cadaveri. \n7: non contenere residui chimici né adulterazioni:\ncarne e pesce contengono residui chimici dei mangimi e di medicinali somministrati agli animali d’allevamento. \nInoltre gran parte della carne deriva da animali ammalati. \n8: non deve generare patologie:\nla statistiche dicono che maggiore è il quantitativo di proteine animali consumate è maggiore è la possibilità di contrarre patologie come uricemia\, ipertensione\, reumatismo\, gotta\, cancro\, diabete\, malattie cardiovascolari… \nInoltre è ricca di grassi saturi e colesterolo\, genera radicali liberi\, leucocitosi digestiva\, acidifica il pH del sangue\, sottrae calcio all’organismo. \n9: non essere facilmente deperibile:\ncome tutti gli organismi animali morti la carne\, specialmente il pesce\, va in rapida putrefazione sviluppando putrescina\, cadaverina istamina\, ammoniaca\, indolo\, scatolo… \n10: non causare danni all’ecosistema:\ngli spazi per adibirli a pascolo e la coltivazione dei mangimi per animali d’allevamento sono la prima causa di deforestazione. \nAssorbono il 70% delle terre coltivabili\, producono il 21% di gas serra\, il 37% di metano\, il 65% di perossido di azoto. \nGli allevamenti intensivi solo in Italia inquinano quanto 140 milioni di esseri umani e un solo impianto ittico quanto 60.000 persone. \n11:essere economicamente conveniente:\ncon il costo medio di un kg di carne (20 euro circa) si possono acquistare derrate alimentari per il nutrimento di 3 giorni di una persona. \nIl 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia viene assorbita dalle cure per neutralizzare gli effetti della cattiva alimentazione. \nLa spesa farmaceutica annua è di 2\,5 miliardi di euro solo per farmaci antitumorali. Senza le sovvenzioni statali il costo della carne sarebbe proibitivo per la maggioranza delle persone. \n12: essere eticamente compatibile:\nla carne è il risultato della sofferenza e dell’uccisione di miliardi animali allevati in modo brutale è uccisi nel più totale disprezzo della loro vita e della loro sofferenza; è un prodotto che avvalora la legge del più forte e che rende insensibili all’altrui sofferenza. \nDegrada moralmente\, preclude l’evoluzione dello spirito\, rende più aggressivi\, abbassa le frequenze energetiche dei chakra… \n13. essere un alimento necessario e apportare benefici al nostro organismo:\nla buona salute dei vegani dimostra che la carne non è necessaria alla nostra salute; non apporta benefici ma causa le peggiori moderne patologie: diabete\, ipertensione\, uricemia\, cancro\, ictus\, infarto… \n\nLA CARNE DI QUALUNQUE ANIMALE E’ TUTT’ALTRO CHE COMPATIBILE CON LA NATURA UMANA\nNON SOLO NON E’ NECESSARIA MA È PORTATRICE DI DANNI \nAL NOSTRO ORGANISMO\, ALLA NOSTRA COSCIENZA\, AGLI ANIMALI\, ALL’AMBIENTE\, AL TERZO MONDO\, ALL’ECONOMIA \n(Franco Libero Manco) \n  \n \n“Sappiate volere con dolcezza\, senza scosse e sobbalzi; abbiate un’immaginazione viva\, ardente e portatevi fuori di voi stessi per recare aiuto agli altri.\n\nTutto nasce dal Pensiero.\n\nSe è puro condurrà all’Amore verso ogni Vita” (Anonimo)\n\n#maketheconnection #antispecismo\n\nOgni Essere Senziente è espressione del Cosmo\, è una stella che attraversa questa dimensione. \n\nE’ immagine ed incarnazione del Sole e della Luce più sublime. \n\nNon solo l’Uomo è rappresentazione del divino. \n\nLo è ogni Vita.\n\n\nChi uccide o tortura commette un atto per cui non v’è salvezza.\n\n\nRispetto e Armonia sono declinazioni del verbo amare.\n\n\nChi sopprime una Vita\, uccide un’Anima.\n\n\nChiunque compia un simile gesto\, contribuisce alla condanna dell’uomo.\n\n\nOgni azione comporta sempre una conseguenza.\n\n\nSenza Amore\, la scelleratezza domina la mente e il cuore della nostra specie.\n\n\nL’Amore chiama amore.\n\n\nIl sangue invoca ed esige sempre e solo sangue.\n\n\nSe ammazzi\, sei un assassino.\n\n\n“Dio è morto” diceva un grande filosofo.\n\n\nAd ucciderlo è l’Uomo\, ogni giorno\, ogni istante.\n\n\n\nMai gli Animali Non Umani. \n– Il Nostro Canto Libero – \n\nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Pneuma Dreamwork: comprendere ed integrare i messaggi dei sogni nella vita quotidiana
DESCRIPTION: Dr.ssa Cinzia Lemmo\, Psicologa\, Formatrice e Analista Pneuma\, Psicoterapeuta individuale\, di coppia e famigliare; “Pneuma Dreamwork: comprendere ed integrare i messaggi dei sogni nella vita quotidiana” \nPsicoterapeuta – si è laureata in Scienze psicologiche presso la Facoltà di scienze dell’educazione “Auxilium” di Roma nel 2003.  \nNello stesso anno ha aperto uno studio privato con il quale continua tuttora. \nHa completato la specializzazione in Psicoterapia relazionale integrativa in ITRI nel 2012\, dove ha approfondito la psicologia analitica junghiana e la terapia sistemico-relazionale. \nGli studi sopra menzionati servivano a migliorare la sua abilità nell’aiutare a guarire la mente\, il corpo e l’anima dei suoi pazienti. \nHa continuato con il suo sviluppo professionale in Pneuma Transpersonal Training\, dove ha trovato una sintesi dei suoi precedenti studi\, qualcosa che le consente di mettere insieme sia la sua esperienza personale che la sua formazione professionale. \nNel 2013 ha iniziato a lavorare come analista transpersonale Pneuma\, applicando la struttura psico-spirituale offerta da Pneuma Transpersonal Training e l’uso degli stati amplificati di coscienza nel trattamento di diverse patologie psicologiche. \n\nConferenza «Pneuma Breathwork e stati di coscienza amplificati»\nAttraverso le sedute di Pneuma Breathwork\, la psicoterapia Pneuma utilizza stati di coscienza amplificati per supportare i pazienti con i loro processi di guarigione. \nL’esperienza transpersonale rende possibile attingere direttamente al proprio Essere Interiore come fonte diretta di nutrimento psicospirituale. Questo ci permette di avere accesso ai mondi simbolici e archetipici da cui possiamo ricevere luce\, verità\, amore e saggezza. \nLa parola Pneuma viene dal greco e può essere tradotta come Spirito\, il respiro divino con cui l’essere umano ha preso la vita. \nCi sono vari riferimenti nei testi antichi a questo argomento. Ad esempio\, la Bibbia dice che Dio ha formato l’uomo dal fango e poi lui (Dio) ha soffiato l’alito della vita nell’uomo attraverso le sue narici\, diventando così un’anima vivente. \nÈ interessante vedere questa connessione tra la vita e il respiro come un’iniziazione alla vita. Gli iniziati nei culti del mistero erano iniziati della Vita e questo rappresentava un passaggio e un cambiamento nella loro coscienza su come percepivano la propria esistenza. \nNella tradizione egizia gli iniziati erano raffigurati con la croce d’anca\, simbolo di iniziazione e rinascita. Il Libro dei Morti dovrebbe in realtà essere chiamato Il libro di Coming Out Into the Day\, poiché si tratta di un modo diverso di vivere e percepire la Vita. \nQuesto libro non parla della morte fisica ma della fine della vita in uno stato di incoscienza\, cioè il passaggio da uno stato di coscienza addormentata ad uno stato di coscienza transpersonale. \nDal punto di vista clinico è ovvio che i pazienti con patologie hanno chiare emergenze psicospirituali\, un antico bisogno di individuazione per integrare i frammenti della loro anima e ritornare all’Unità. \nIn altre parole\, hanno bisogno di riscoprire la comunione con il tutto e porre fine alla separazione creata dall’ego. \nDurante gli stati di coscienza amplificati in Pneuma Breathwork possiamo sperimentare stati di comprensione e analisi profonda che possono darci la possibilità di trasformare il nostro mondo interiore. \nL’osservazione dei problemi dei casi clinici mostra una chiara era di dipendenza da droghe\, cibo e relazioni malsane\nL’aspetto peggiore che caratterizza l’impossibilità di cambiare è la dipendenza dalla sofferenza. \nIl vero lavoro interiore è ciò che ci permette di imparare a creare spazio e amplificare la nostra coscienza nella vita di tutti i giorni in modo che l’essere umano possa accogliere la luce del proprio essere interiore. \nBreathwork ci dà la possibilità di vedere sia l’intera immagine che le singole parti\nCiò consente ai pazienti di andare oltre gli stretti confini a cui sono relegati. \nNegli stati di coscienza amplificati è possibile vedere e capire come l’ego conduce alla sofferenza e questo ci permette di trasformare il piombo in oro\, cioè di eliminare l’ego ed esprimere il nostro Essere Interiore eliminando i nostri difetti psicologici e portando alla luce le virtù . \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:VEGAN: MILLE DOMANDE\, MILLE RISPOSTE relatore Franco Libero Manco
DESCRIPTION:AVA \nCOSCIENZA E CONOSCENZA \nTutti i problemi di salute\, di pensiero e di coscienza\, dipendono da 3 fattori: \nla colazione\, il pranzo e la cena \n————————————————————- \nDomenica 17 marzo 2019 dalle ore 18\,00\, presso sede AVA piazza Asti 5/a Roma\, conferenza del  Dr. Franco Libero Manco\, studioso di antropologia morale\, scrittore\, Presidente AVA\, sul tema \n “VEGAN: MILLE DOMANDE\, \nMILLE RISPOSTE” \nDurante la conversazione saranno trattati i molti aspetti e gli interrogativi che caratterizzano la scelta vegan al fine di dimostrare i benefici che ne derivano\, soffermandoci sulle domande che verranno da parte dei partecipanti . \nIl Relatore risponderà alle domande del pubblico \n Dopo la conferenza\, cena vegan composta da: tartine e tramezzini\, insalata mista\, spaghetti aglio olio e peperoncino\, legumi\, dolce\, vino\, pane\, olive\, acqua. \nIl contributo per la cena è di 12 euro. \nE’ gradita la prenotazione al tel. 3391406256 \n  \nLeggi condividi e diffondi: PROGETTO PACE NEL MONDO – EDUCARE L’UMANITA’ ALLA PACE di Franco Libero Manco \nVisita il nostro sito Associazione Vegan Animalista \nMetti mi “piace” sulla pagina Facebook del presidente Franco Libero Manco \nMetti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook AVA Associazione Vegan Animalista \nVieni a trovarci presso la nostra sede di Roma in Piazza Asti\, 5/A siamo aperti tutti i giorni dalle ore dodici alle diciotto \nIscriviti alla nostra Newsletter \n Iscriviti ai nostri gruppi su Facebook: \nAVA Associazione Vegan Animalista \nSupporta Agripunk e tutti i Rifugi di Animali Liberi \n  \nLO SPLENDORE DI ESSERE VEGAN SALVERA’ IL MONDO \ndi Franco Libero Manco \nL’incremento demografico genera inquietanti visioni future. A mano a mano che aumentano le bocche da sfamare diminuisce il quantitativo disponibile per ognuno: quando il quantitativo sarà insufficiente a garantire la vita gli effetti sociali potranno essere devastanti. La superficie coltivabile del pianeta terra è di dimensioni limitate ed il limite massimo che consente di sfamare 7 miliardi di esseri umani (più cento miliardi di animali allevati) sta per essere superato. L’aspetto drammatico è che le previsioni dicono che nel 2040 raddoppierà nel mondo il consumo di carne e di conseguenza il numero di animali allevati che sottrarranno risorse vitali al genere umano. \nMa la terra non ha la possibilità di nutrire un popolo di carnivori\, ci vorrebbero altri 5 pianeti come il nostro per produrre gli alimenti necessari e smaltire l’immensa mole di rifiuti prodotti dall’industria della carne e le altrettanti ingenti risorse per neutralizzare l’inquinamento prodotto: sarà necessario un cambiamento radicale delle politiche alimentari e degli stili di vita se si vuole evitare una prospettiva drammatica che va delineandosi per il futuro prossimo. Il modo più saggio quanto auspicabile è quello non solo di ridurre l’incremento demografico ma fare in modo che la terra coltivata sia destinata a prodotti che consentano a tutti di nutrirsi\, evitando di allevare animali. \nGeneralmente il costo di un solo kg viene considerato quello che si paga al macellaio. Ma il vero costo\, se si considerano tutte le componenti necessarie a produrlo e gli effetti prodotti sull’uomo e sull’ambiente\, raggiunge cifre inimmaginabili\, forse un kg di carne costa quanto un’automobile. Per i seguenti motivi: \nattualmente per produrre 1 kg di carne di manzo (produrre carne di maiale o altri animali il quantitativo è più ridotto ma non molto distante) vengono sperperati: circa 100.000 litri di acqua\, 9 litri di petrolio\, 15 kg di cereali\, e vengono rasi al suolo 12 mq di foresta. Inoltre questo kg di carne di manzo genera 36 kg di anidrite carbonica e consuma tanta energia quanto una lampada di 100 W  per 40 ore di seguito. A questi bisogna aggiungere i sussidi che l’industria della carne e del pesce riceve dalla Comunità Economica Europea\, e che pagano tutti con le tasse\, anche coloro che hanno scelto di essere vegan; a questi bisogna aggiungere l’iperbolica cifra delle spese sanitarie per curare le malattie dovute dalla carne e dall’inquinamento dell’aria\, della terra\, del mare\, delle falde acquifere\, il buco nell’ozono\, le piogge acide\, la desertificazione ecc. Bisogna aggiungere la sofferenza e la morte per fame delle popolazioni in via di sviluppo dovute alla sottrazione delle terre dalle multinazionali agroalimentari e zootecniche per destinarle a pascolo o a coltivazioni di monocolture. Bisogna aggiungere l’estinzione\, irrevocabile dalla faccia della terra per tutti i millenni che verranno\, di un’infinità di specie di vegetali e animali. Basti pensare che per produrre un solo hamburger si perdono una ventina di specie vegetali\, una dozzina di specie di uccelli\, di mammiferi e rettili. Bisogna aggiungere il fatto che il mangiatore di carne consuma 20 volte più acqua di un vegetariano; che il 20% della popolazione mondiale può concedersi il lusso di mangiare la carne perché l’80% digiuna\, che un terzo di tutte le risorse energetiche dell’Occidente sono assorbite dall’industria della carne. \nSu un ettaro di terra\, nello stesso periodo di tempo\, si possono produrre i seguenti alimenti:1.000 kg di ciliegie\, 2.000 kg di fagiolini\, 4.000 kg di mele\, 6.000 kg di carote\, 8.000 kg di patate\, 10.000 kg di pomodori\, 12.000 kg di sedano\, oppure…50 kg di carne di manzo. \nMa la necessità vitale di un’umanità vegan non nasce soltanto dal fatto che l’alimento carneo incide in modo deleterio sulla salute della popolazione\, sull’ambiente e sull’economia\, ma dal fatto che tale alimentazione genera una mentalità di predominio\, di insensibilità e indifferenza verso il valore della vita e verso il dolore della sconfinata famiglia dei viventi non umani. Essendo la carne è un alimento adatto agli animali predatori (serve a dar loro l’aggressività necessaria ad aggredire e divorare la preda) introducendo questa sostanza nel nostro organismo genera lo stesso impulso predatore. In sostanza l’umanità si trova storicamente davanti all’alternativa: o adotta il sistema di vita vegan o è destinata a subirne le conseguenze e sparire dalla faccia della terra. \nGli indomabili della bistecca diranno che in futuro sarà sufficiente contenere l’umanità entro un numero compatibile per perpetuare il consumo di carnami. Ma l’evoluzione è un fatto inarrestabile; l’umanità del futuro sarà migliore dell’attuale e guarderà con orrore e vergogna alle generazioni che consideravano i nostri fratelli animali come cose da mangiare\, e si stupiranno come in un mondo di miseria e di fame questa umanità sperperasse le sue migliori risorse allevando animali\, condannando poi se stessa al dolore\, alle malattie\, alla violenza\, alla distruzione dell’ambiente. \n  \n \n  \nFinché un animale sarà abbandonato\, nessuno sfuggirà alla solitudine.\nFinché un animale sarà oltraggiato\, nessuno sarà al riparo della violenza.\nFinché un animale sarà recluso\, nessun uomo sarà libero.\n(Franco Libero Manco) \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Storie straordinarie di animali fantastici
DESCRIPTION:Paolo Ricci\, Scrittore\, Artista\, ideatore di Bailador: \n“Storie straordinarie di animali fantastici” \n  \n\nIo vivo e sento. Paolo Ricci\n\n\n \nIo vivo e sento\ne il ricordo\nlo porto\ncome un acuminato coltello\nconficcato nel petto \nCome un cilicio fastidioso\nl’orrore resta con me \nE’ cosa insigne\nappartenere al reame del fuoco \nessere fuori\ndalla paciosa e plumbea ovvietà \nAscolta:\nquando un passero\nmi muore tra le mani\nmi crolla un mondo. \n(estratto “Dal libro occidentale dei morti” 2002) \nPaolo Ricci (1939)\, romano di nascita\, scrittore e artista assai eclettico\, ha vissuto per molti anni all’estero tra Wisbaden\, Roma\, Chicago\, Amsterdam e Londra. Tra il 1995 e il 2000 ha vissuto in Toscana a Castiglion Fiorentino. Ed è in queste terre che\, colpito in prima persona dal problema della caccia e degli avvelenamenti di animali nelle campagne\, ha condotto un’aspra lotta contro i cacciatori che ha ispirato il suo romanzo L’Assassino Cherubico. Attualmente vive in Inghilterra\, nel Devon\, e si dedica alla sua attività filosofica e artistica. \nRicci ha scritto tre romanzi filosofici dichiaratamente animalisti: L’Assassino Cherubico (1999)\, Il Frammento in sé (2001)\, Il Gesù Clonato e l’Anticristo Vegetariano (2003)1. \nQuesti romanzi sono legati da un comune messaggio: la compassione verso l’alterità\, e aprono\, con forza dissacratoria e ironia\, il dibattito sulla natura e sulla questione animale\, attraverso una completa analisi della condizione umana nella società contemporanea. Lo stile serrato alterna parti filosofiche\, poetiche\, monologhi\, dialoghi in forma teatrale\, e fiction d’azione\, il tutto immerso in contesti storici che spaziano dal lontano passato\, fino ad un avveniristico futuro. L’antropocentrismo ispirato dalle grandi religioni monoteiste viene sempre contrapposto alla ricerca di una compassione capace di comprendere tutti gli esseri senzienti e ad una filosofia antispecista che mette in luce i grandi interrogativi esistenziali di fronte alla sofferenza dei più deboli umani e non umani. \nRicci ha inoltre partecipato attivamente al dibattito animalista italiano e inglese della rete scrivendo e inviando alle liste animaliste diverse lettere a carattere politico e di denuncia\, ora raccolte in Lettere eretiche. Sono state chiamate “Lettere eretiche” per la dissonanza e il carattere provocatorio rispetto all’usuale approccio ai problemi attualmente circolanti in ambiente animalista. Certamente affrontano in termini nuovi una varietà di temi da sempre dibattuti nell’ambiente\, ma i toni di forte temperamento stimolano riflessioni\, e indicano delle svolte rivitalizzanti il movimento stesso. Tra queste ricordiamo le lettere su Religione e Animali: Lettera al prete cacciatore\, Cristianesimo e Animali\, Gli animali vanno in paradiso?; e le lettere su Politica e Animali: Una svolta politica per l’animalismo radicale\, Caccia alla volpe inglese e lobby politica trasversale\, La storia del cervo di Parracombe. Testimone del movimento animalista inglese\, ha riportato nelle sue lettere molti modelli e proposte di lotta per l’animalismo e il vegetarianesimo\, già condotte in Inghilterra. Il modello della lobby animalista inglese contro la caccia alla volpe o per altre battaglie è stato più volte proposto da Ricci\, al movimento animalista italiano e statunitense\, sollecitato a muoversi e organizzarsi politicamente come quello inglese \n\nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Cucinare naturale. Corso di cucina veg con Antonella Tomassini
DESCRIPTION:Domenica 10 marzo dalle ore 18:00 alle 21:00 \nUn corso dedicato interamente alla cucina naturale: semplici e sfiziose ricette vegetali al 100% da mangiare con gli amici per creare momenti di convivialità in occasione di un aperitivo\, un’ apericena o un buffet. Scopriremo come realizzare assaggi di primavera che siano al tempo stesso\, belli\, buoni e sani. \nCucinare naturale\nIl corso della durata di 3 ore (dalle 18:00 alle 21:00) sarà così articolato: \nBreve introduzione delle cucina naturale e presentazione dei piatti \n– Crema di cavolfiore con salsa caramellata\n– Mousse al radicchio e noci\n– Maionese al latte di mandorle con verdure cruditè\n– Insalata di orzotto e lenticchie con pomodorini\, limone e coriandolo\n– Farifrittata con cicorietta di campo e carote\n– Tartufini al profumo di limone \nA fine corso saranno degustate le pietanze preparate.\n————————-\nCosto corso: € 20\,00\nDispense omaggio \nInfo e prenotazioni\nPer info e prenotazioni : 339/4914120 \nNumero minimo partecipanti: 10\nSarà possibile prenotarsi entro le ore 15:00 del giorno 09/03/2019 \nAntonella Tomassini è esperta di cucina naturale e senza derivati animali\, food blogger\, veg chef\, collaboratrice dei magazine online ilvegano.it e vegamami.it\, autrice del libro Pianeta Vegan\, riflessioni e ricette per un mondo cruelty free\, edito da Mediterranee e Micio e i suoi a-mici\, un romanzo animalista\, il cui ricavato è devoluto in beneficienza all’ Associazione D.I.A.NA che si occupa della sterilizzazione e delle cure veterinarie dei randagini. \nAVA (Associazione Vegan Animalista)– Piazza Asti 5/A Roma 00182 \nEvento su Facebook \n  \n  \n \nDopo aver divorato in una notte il racconto di Antonella\, Micio e i suoi A.mici\, sono stato rapito e catturato dalla lettura del libro della stessa autrice “Pianeta Vegan” un libro fantastico\, piacevole e\, come racconta Antonella: \n(Pianeta Vegan è una raccolta di inchieste\, di ricette\, di interviste e di esperienze\, raccontate per far capire che il veganesimo non è una vita di rinunce\, al contrario porta a una serie di eliminazioni che giovano al bene di noi stessi e soprattutto del pianeta che ci ospita. \nCOSA MANGIA UN VEGANO?\nPer tutti coloro che si avvicinano a questa scelta etica e non sanno da dove cominciare\, per chi è già vegan\, per gli onnivori che si chiedono spesso “Cosa mangia un vegano?”. È un gioioso invito a riflettere\, una bella storia che si può raccontare anche ai bambini tramite le divertenti illustrazioni di Cristiano Cecchini\, presenti nel testo\, per insegnare loro l’amore e il rispetto per gli animali. \nIl Pianeta Vegan è un microcosmo immaginario ed è posizionato nel cuore di tutte le persone. \nÈ ovunque: nato dopo un’esplosione\, un estenuante big bang derivato dallo sfruttamento e dall’uccisione di animali\, dopo le manifestazioni a cuor aperto di animalisti\, dopo tante raccolte firme\, dopo il rifiuto di molti essere umani\, considerati le bestie peggiori\, a non mangiare più cibo animale. \nNon è un libro su diete o calorie\, è solo una testimonianza. Parlare di etica nella nostra vita è importante\, come pure del rapporto uomo- animale\, del bene verso gli animali\, di diffondere notizie e materiale a favore del veganesimo. \nPIANETA VEGAN PER GLI ANIMALI)\nDurante l’evento di domenica mi piacerebbe parlare di questo libro e prendendo spunto dai deliziosi racconti di Antonella\, raccontare quello che avrei in mente per realizzare e diffondere un Pianeta Vegan qui\, adesso ed in fretta\, gli animali non possono più aspettare\, dobbiamo liberarli! Ancora Antonella: (Pianeta Vegan per gli animali\, per il pianeta\, per la salute. Pianeta Vegan è un sogno\, l’aspirazione a una nuova Terra dove non esiste alcuna ferocia\, dove è possibile guardare gli animali negli occhi per sapere che vivono dei nostri stessi sentimenti. \n(Nino Malgeri) \n  \nUSCITO A DICEMBRE IL LIBRO VEGAN-ANIMALISTA MICIO E I SUOI A-MICI\, STORIA DI GATTI RANDAGI E UOMINI LIBERI\n\nMicio e i suoi a-mici (Editore indipendente\, dicembre 2018) il nuovo libro di Antonella Tomassini della Redazione de ilVegano.it\, autrice nel 2016 di Pianeta Vegan\, riflessioni e ricette per un mondo cruelty free (Edizioni Mediterranee). Una favola rivolta a grandi e bambini\, nata da un progetto con l’Associazione DI.A.N.A Onlus\, che da anni si occupa con impegno costante delle colonie feline di Roma e alla quale sarà devoluto in beneficenza il ricavato del libro per il nutrimento\, la sterilizzazione e le cure veterinarie dei gatti randagi.  \nMICIO E I SUOI A-MICI\n“Ma quelle lettere e quei numeri posizionati in un modo di cui non ho mai capito il motivo\, mi attiravano più di una qualsiasi corsa alla ricerca di una lucertola e ci avrei passato le ore come un musicista che suona le note sul suo pianoforte\, e nottate a schiacciare una A\, poi una M\, una O\, una R e infine una E.” \nUn racconto diverso dagli altri scritti sui gatti\, Micio e i suoi a-mici prende spunto da storie realmente accadute\, intrecciate e combinate dalla fantasia dell’Autrice in un romanzo-fiaba nel quale a tutti\, mici e umani\, è concessa una occasione per riscattarsi. Tarantina di nascita\, scrittrice e autrice vegana\, Antonella Tomassini si occupa di scrittura creativa e corsi di cucina Vegan\, collabora con le redazioni online di www.vegamami.it e www.ilvegano.it\, per i quali è autrice di ricette cruelty free con ingredienti naturali e di stagione\, nonché cronista di esperienze e inchieste sulla vita vegana. \nUna passione per la scrittura che si è unita a un’altra grande passione – quella per gli animali – tramutandosi in un’opera concreta che farà il benessere di tanti mici d’Italia. \nCom’è nata l’avventura di Micio e i suoi a-mici?  \nQuesto libro è nato durante una telefonata con Cristina Massa\, presidente dell’Associazione DI.A.N.A. Onlus\, che mi parlò a lungo del suo amore per i gatti e del nuovo progetto che ha in mente\, sulle sterilizzazioni dei randagi; alla fine della telefonata Cristina mi racconta la storia di Micio\, un gattino di una colonia di cui lei si occupa finito accidentalmente sotto una macchina. \nAveva letto il mio libro\, Pianeta Vegan\, e le piacque molto proprio perché univa l’amore per gli animali alla morale vegan\, così mi chiese se potevo scrivere un racconto o anche solo un articolo che parlasse di randagismo e dell’importanza delle campagne di sterilizzazioni. Ne è nato questo romanzo: meglio\, una favola. \nPer sei mesi sono entrata nel personaggio del mio racconto\, Micio\, alla scoperta di un mondo incantato\, quello del mio romanzo\, ma anche irto di pericoli: quello vissuto ogni giorno dai gatti di strada. La storia\, divisa in 14 capitoli\, è raccontata in prima persona da Micio\, un gatto che ha passato i primi mesi di vita in un cantiere edile pieno di calcinacci e di macchine; amorosamente accudito dall’umana Marilena\, in una fredda mattina finì improvvisamente sotto una macchina\, mentre correva dalla sua amata Elisabeth\, una “gatta di casa”. \nNella finzione Micio riceverà il dono di ridiscendere sulla Terra\, per aiutare i mici randagini. \nNel romanzo insomma mischi fantasia e realtà\, anche se i personaggi della tua storia sono tutti reali\, giusto?  \nAppunto. Del resto la realtà spesso supera di gran lunga la fantasia: molti dei personaggi non solo sono gatti reali\, ma delle vere e proprie celebrità [alcuni dei quali conosciutissimi sui social e con milioni di follower\, ndr]. Io li definisco superstar\, e per me lo sono di certo perché in qualche modo mi hanno tutti colpito al cuore: come Gatto Isidoro e Rocco\, il famoso custode del museo del grano di Ortacesus\, ma anche lo stesso protagonista Micio\, Alfie e Sapfir\, gatti che ho incontrato in diverse circostanze della mia vita\, tutte speciali. \nIl tuo libro ha ottenuto la certificazione VeganOk. Perché?  \nPerché Micio e i suoi a-mici è stato riconosciuto come un libro etico: VeganOk si occupa di divulgare la scelta Vegan e il rispetto della vita di ogni essere vivente\, da quasi vent’anni\, sia in Italia che all’estero. È un marchio unico in Italia e nel mondo\, che certifica non solo la qualità e la provenienza dei prodotti\, ma garantisce il rispetto di un’Etica che io ritengo sarà capace di contribuire a cambiare il mondo. Come disse Gandhi\, la grandezza e il progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. Per cui sono felicissima che lo staff di VeganOk abbia accreditato il libro. \nTengo inoltre a ringraziare Enzo Salvi\, il celebre comico romano\, noto per essere anche un appassionato animalista: ha letto il mio libro con il cuore e ha voluto scriverne la prefazione. \nHai parlato di “cuore”. Effettivamente\, l’Amore è un po’ la Forza che muove tutto il romanzo (o sarebbe meglio dire resoconto romanzato di fatti reali) ma è anche una storia di sofferenza\, quella che vivono i gatti per le strade.  \nLa realtà è spesso davvero crudele: oggi sono tantissimi i randagi che vivono per strada. Io provengo da una regione\, la Puglia\, dove la gente non si fa scrupolo di abbandonare nelle campagne o anche in città cani e gatti che erano cresciuti addomesticati\, e per i quali la vita di strada diventa una vera battaglia per la sopravvivenza; purtroppo lottano contro qualcosa di ben più grande e prepotente di loro: la società che noi umani abbiamo costruito. \nNel libro questa sofferenza viene in qualche modo sublimata\, e trova (quasi) sempre una soluzione lieta: è stato sempre così anche nella realtà\, o alcuni gatti se la sono vista peggio di come tu lo hai raccontato?  \nHo conosciuto tante situazioni esasperate di animali che alla fine non ce l’hanno fatta per il freddo o per la fame (ad alcune di queste storie faccio cenno nel libro)\, e proprio dopo tali esperienze ritengo che una delle soluzioni al randagismo\, capace di arginare questa sofferenza\, è quella di promuovere campagne di sensibilizzazione a favore di sterilizzazioni gratuite nelle ASL di ogni città\, rivolgendosi alle associazioni di volontariato che operano nelle varie regioni. Penso che ogni cittadino dovrebbe intervenire quando incontra un randagino in difficoltà\, e non lasciarlo a se stesso. \nEntrando un po’ nel tuo “privato”\, qual è il rapporto di una vegana con il suo gatto\, cioè con un essere carnivoro? Ma soprattutto quello di un gatto con una ragazza Vegan?  \nÈ un rapporto bellissimo: a casa ho tre meravigliosi gatti\, Tamy e Theo (adottati dal gattile di Valle Grande) e Alfie\, un randagino che è apparso nella colonia sotto casa\, la scorsa estate: hanno tre caratteri completamente diversi\, ma passiamo lo stesso molto tempo insieme\, e penso che le loro fusa siano la miglior cura per ogni cosa. \nQuanto alla dieta vegana\, ovviamente cerco di rispettare la natura dei miei gatti\, anzitutto nell’alimentazione: la scelta di essere vegana riguarda la mia persona e certamente non la loro\, anche se devo ammettere che amano i croccantini di sole verdure\, e ne sono felice. Ma la loro alimentazione è varia: non sono quella che si chiama una “nazi-vegan”. \nQual è il sogno di una ragazza Vegan?  \nIl mio sogno è quello di vivere in un mondo dove regna il rispetto per tutti\, dove anche gli animali vengono considerati come essere viventi e no cibo\, e che si possa essere un po’ più sensibili al cambiamento. Mi auguro che Micio e i suoi a-mici\, possa entrare nel cuore dei lettori e che questo libro possa essere d’aiuto per raggiungere l’obiettivo del progetto nato con l’Associazione DI.A.N.A. \nChe progetti hai adesso?  \nPresenterò il libro in tutta Italia\, e tengo a ribadire che il ricavato andrà esclusivamente in beneficenza all’Associazione DI.A.N.A. Onlus\, per le sterilizzazioni e le cure veterinarie di gatti randagi soprattutto di Roma\, e ovviamente a chi ci chiede aiuto\, mi auguro che il libro faccia aumentare in ognuno di noi la sensibilità ogni volta che incontriamo per strada un animale che ha bisogno del nostro aiuto; non bisogna mai voltare le spalle: la gente dovrebbe capire l’importanza di fermarsi anche solo un minuto\, per offrire a un gatto una semplice carezza. \nAndrea Parodi\, Redazione de ilVegano.it  \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Salutogenesi olistica: un obiettivo per il benessere della persona e della comunità
DESCRIPTION:Dr. Michele Iannelli\, Medico Chirurgo\, Psicoterapeuta\, Specialista in Psicologia Clinica\,  Digiunoterapia e Medicina Olistica: “Salutogenesi olistica: un obiettivo per il benessere della persona e della comunità”   \nMi chiamo Michele Iannelli\, svolgo la professione di psicoterapeuta in quanto medico specialista in psicologia clinica; sono\, inoltre\, omeopata e floriterapeuta. \nPratico una Psicoterapia Olistica Umanistica\, un Counseling Olistico Umanistico e una Medicina Olistica in cui le persone sono da me considerate una irripetibile individualità e una inscindibile globalità emozionale\, esistenziale\, sociale\, bioenergetica\, corporea e biochimica. \nLa mia attività professionale è tesa ad attivare un percorso individuale e/o di gruppo con il fine di risolvere i disagi  e promuovere una migliore qualità della vita. \nCiò può avvenire agevolando la persona ad assumere la responsabilità della propria esistenza\, a individuare le proprie vocazioni e a sviluppare le proprie capacità e risorse. \nA tale scopo mi avvalgo anche dei Fiori di Bach\, dell’Omeopatia Omotossicologica dei Trattamenti Manuali Riflessologici\, della Fitoterapia\, della Psicoprobiotica\, della Nutraceutica e del Mineralogramma che nel loro insieme forniscono un forte valore aggiunto e una spinta propulsiva verso la Salutogenesi.  (Vedi\, per approfondimenti\, nel menù Terapie e metodologie). \nTale impostazione mi permette di trattare\, con efficacia: attacchi di panico\, ansia\, depressione\, disturbi del comportamento alimentare (anoressia\, bulimia\, ortoressia)\, distress\, disturbi del sonno\, dipendenze di vario tipo\, difficoltà relazionali\, fobie sociali\, patologie psicosomatiche e somatopsichiche (mal di testa\, dolori osteo-muscolo-articolari\, patologie autoimmunitarie\, allergie\, ipertensione\, etc) problematiche nell’ambito della sessualità etc. Questa metodologia globale è\, inoltre\, indicata per l’orientamento scolastico e professionale e per la promozione delle capacità intellettive\, della creatività e dell’autostima. \n  \nSono nato a Caserta il 28 Maggio 1957; ho abitato in varie località del nord\, del centro e sud Italia; attualmente risiedo a Roma\, ormai da molti anni. \nLa Campania\, la mia terra di origine\, è la regione ove ebbe sede la famosa Scuola Medica Salernitana e dove\,  per volere della Casa Reale Borbonica\, fu aperto\, a Napoli nel 1822\, il primo ambulatorio pubblico omeopatico nella storia della Penisola Italica. \nL’aver vissuto i primi anni della mia vita a contatto con la natura ha fatto scaturire in me un forte interesse nei confronti delle scienze biologiche al quale si è aggiunta\, poi\, una grande propensione  per le scienze umane e sociali. Ciò mi spinse a decidere\, dopo il Liceo Classico\, di iscrivermi al corso di laurea in Medicina e Chirurgia. \nFin dai primi anni di studio universitario\, mi accorsi  delle manchevolezze e delle distorsioni della cosiddetta medicina ufficiale. Essa\, infatti\, mi apparve\, oltre misura impostata su una visione parcellizzata e organicistica dell’essere umano. Mi era\, inoltre\, evidente uno smodato e pernicioso uso della farmacologia allopatica di sintesi che si poneva in netta antitesi alla natura biologica\, fisiologica e psicologica dell’essere umano. Ciò mi motivò\, già al quarto anno di Medicina\, a iscrivermi a un corso di specializzazione quadriennale con successivo biennio di tirocinio presso l’Istituto di Psicoanalisi della Relazione di Roma. \nDurante il corso di studi in Medicina svolsi anche il servizio militare in Aeronautica\, durante il quale\, ottenni\, a seguito di quattro lanci\, il brevetto di paracadutista. \nMi laureai\, dunque\, in Medicina e Chirurgia\, presso l’Università di Roma\, mi diplomai\, dopo poco\, in Psicoterapia Psicoanalitica presso l’Istituto di Psicoanalisi della Relazione di Roma.  Avendo vinto il concorso per entrare alla scuola di Psicologia a Indirizzo Medico della facoltà di Medicina\, mi specializzai in questa disciplina dopo quattro anni. \nSono\, dunque\, iscritto all’Albo dei Medici della provincia di Roma\, abilitato da tale Ordine allo svolgimento dell’attività di psicoterapeuta. \nSono anche iscritto nel registro degli Omeopati dell’Albo dei Medici di Roma; infatti\, non volendomi limitare alla preparazione in campo psicologico clinico\, psichiatrico e psicoterapeutico e pur continuando il mio perfezionamento in questi settori\, iniziai\, a partire dal 1989\, a lavorare e studiare nell’ambito della Medicina naturale e olistica. \nMi sono diplomato in “Rimedi Floreali di Bach” in seguito a un corso annuale organizzato dalla Associazione Progetto Natura e Salute con ulteriore perfezionamento e diploma nei corsi dell’Associazione Medica Italiana di Floriterapia. \nMi sono diplomato\, poi\, presso la Scuola di Omeopatia Omotossicologica e Discipline Integrate in seguito a un corso triennale organizzato dalla Associazione Medica Italiana di Omotossicologia. \nHo conseguito il master di perfezionamento clinico in omeopatia\, omotossicologia e discipline integrate presso l’Accademia di Medicina Biologica. \nNon ho mai tralasciato\, come già detto\, l’approfondimento e l’aggiornamento nell’ambito della psichiatria\, psicologia clinica e psicoterapia seguendo numerosi corsi\, tirocini\, convegni e congressi di cui cito solo i principali: \nA) Corsi annuali della Scuola Medica Ospedaliera di Roma e del Lazio\, conseguendo i relativi diplomi: \n1. Fondamenti di medicina in Psicologia \n2. Clinica delle tossicodipendenze \n3. Psicologia medica \n4. Psichiatria sociale \nB) Perfezionamento\, presso l’Università la Sapienza di Roma\, in “Teoria\, tecnica\, e deontologia della perizia in Psicopatologia Forense”. \nC) Perfezionamento presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma in “Psichiatria penitenziaria: teoria\, clinica e terapia delle condotte trasgressive”. \nD) Vincitore di una borsa di studio\, ho partecipato al “Progetto Nestore” presso l’Istituto di Psicologia Clinica dell’Università di Roma. \nE) Ho conseguito l’idoneità a svolgere attività di esperto criminologico nel settore penitenziario. \nF) Ho approfondito la psicologia umanistica attraverso studi\, convegni ed esperienze dirette rendendola una componente essenziale della mia prassi Sono stato ispirato in questo percorso\, in particolare\, da quali Edward Bach\, Carl Rogers\, Roberto Assagioli e Viktor Frankl \nAttività professionale pregressa\nSeguendo la tradizione familiare (che ha visto\, mio padre ufficiale di Cavalleria e altri miei parenti operare nell’ambito delle Forze Armate\, Forze dell’Ordine e Giudiziario)\, ho prestato servizio in qualità di medico specialista in psicologia clinica presso il Nucleo Medico-selettori del Distretto Militare di Perugia\, presso il Consultorio Psicologico dell’Ospedale Militare di Medicina Legale di Roma\, presso il Centro Nazionale di Reclutamento della Polizia Penitenziaria e ho svolto per 12 anni la funzione di Giudice Onorario presso i Tribunali di Sorveglianza Ordinario e Militare. \n\nHo prestato servizio come medico addetto alle visite di controllo ai lavoratori in malattia\, presso il settore medico-legale dell’I.N.P.S.\nFondatore e vicepresidente della associazione culturale “Progetto Natura e Salute” ha svolto attività di divulgazione ed educazione sanitaria.\nSono stato consulente presso la clinica Villa Sacra Famiglia di Roma\n\nAttività di docenza\, congressuale e divulgativa\nDal 1997 al 2012 ho ricoperto l’incarico di docente di Floriterapia di Bach e di Relazione Medico-Paziente nei corsi organizzati dalla Associazione Medica Italiana di Omotossicologia e dalla Associazione Medica Italiana di Floriterapia\, di cui sono stato vicepresidente. I corsi (Ecm) erano rivolti a Medici\, Farmacisti e Psicologi. \n\nSuccessivamente dal 2012 al 2014 ho svolto la stessa attività in corsi per Farmacisti organizzati dalla Loacker Remedia.\nHo partecipato in qualità di relatore a congressi medici e a conferenze e corsi aperti a tutti.\nLa mia attività in questo senso è stata caratterizzata da uno stile mirato\, non solo a fornire competenze tecniche\, ma a far si che queste occasioni fossero anche momenti di evoluzione esistenziale.\n\nPubblicazioni\nAutore di vari articoli e libri sulla scienza della salute; autore\, inoltre\, di due romanzi. \n\n\nAttività professionale attuale\nAttualmente svolgo\, quasi esclusivamente\, attività libero professionale presso il mio studio in qualità di Medico Specialista in psicologia clinica\, Psicoterapeuta\, Omeopata e Floriterapeuta a Roma in via Pozzuoli 7 all’interno B3 (Metro San Giovanni) con telefono 3386151031 e indirizzo e mail olopsi@libero.it \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Consigli pratici per una dieta a base vegetale equilibrata
DESCRIPTION:  \nConsigli pratici per una dieta a base vegetale equilibrata\n\nDott.ssa Michela Troiani Biologa Nutrizionista \n\nLa nostra salute\, i problemi di intolleranze o di sovrappeso\, i nostri stati d’animo\, quali depressione\, irascibilità\, ansia\, sono legati anche alla nostra alimentazione.\nLa Natura ha una propria intelligenza\, che è fatta per mantenere la Vita. I cibi che la Natura ci offre sono perfetti già così come sono\, completi\, nel giusto equilibrio di tutte le sostanze che sono necessarie per la loro stessa digestione e completa assimilazione. Più essi verranno manipolati (raffinati\, conservati\, inscatolati ed inquinati) e più perderanno la loro originaria funzione\, che è quella di nutrirci\, diventando cibi di difficile digestione ed addirittura tossici\, che ci sottrarranno energia vitale invece di donarcela.“Fa che il cibo sia la tua medicina\ne che la medicina sia il tuo cibo”\nIppocrate \nCONFERENZA:\nDottoressa Michela Troiani BIOLOGO NUTRIZIONISTA\nLaurea in Scienze Naturali.\nLaurea Specialistica in Scienze della Nutrizione Umana.\nBiologa Nutrizionista.\nMembro del comitato tecnico-scientifico dell’AVA Associazione Vegetariana Animalista.\nEffettua piani alimentari individuali e corsi di educazione alimentare\, possibilità di effettuare test di intolleranze alimentari e mineralogramma. \nRevisione 2018 delle raccomandazioni del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro\, salute dell’Uomo e dell’Ambiente\nDOTT.SSA MICHELA TROIANI BIOLOGA NUTRIZIONISTA \nNel 2018 è uscito l’aggiornamento delle raccomandazioni del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF World Cancer Research Fund) che da anni si occupa di fare una revisione sistematica di tutta la letteratura scientifica con criteri standardizzati allo scopo di studiare in che misura dieta\, attività fisica e composizione corporea possano modificare il rischio di tumore.\nL’andamento dei tassi di cancro fa parte di un più ampio fenomeno globale di aumenti delle NCD ‘Non Communicable Diseases’\, ovvero malattie che non si contraggono con infezioni ma sono causate da stili di vita non corretti\, che pertanto sarebbero prevenibili e che\, oltre al cancro\, includono diabete\, malattie respiratorie croniche e\, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito\, malattie cardiovascolari. Molte di queste malattie condividono gli stessi fattori di rischio: dieta non sana\, sovrappeso e obesità\, inattività fisica\, consumo di alcool\, uso di tabacco.\nLa correlazione tra obesità e molte malattie (come ad esempio ipertensione\, dislipidemie\, ictus e tutte le malattie cardiovascolari\, diabete di tipo 2\, cancro\, problemi muscoloscheletrici e digestivi\, ecc.) è ormai accertata e sicuramente il controllo del peso rimane una raccomandazione fondamentale confermata nel nuovo rapporto da affrontare attraverso il cambiamento dello stile di vita a partire da dieta ed attività fisica.\nNel rapporto oltre a raccomandare un’attività fisica regolare e una dieta ricca di frutta\, verdura\, cereali integrali e legumi si raccomanda anche la limitazione del consumo di carne rossa e lavorata\, alcol\, fast food\, cibi raffinati e soprattutto bevande zuccherate (cibi ad “alta densità” energetica). Si parla anche di allattamento\, integratori ed alimentazione dopo aver contratto la malattia.\nMi riservo di approfondire queste raccomandazioni in un prossimo post perché sento l’esigenza di soffermarmi su un altro punto che viene evidenziato dal rapporto stesso e che mi sta a cuore fin dai tempi in cui\, prima di occuparmi di nutrizione\, mi laureai in Scienze Naturali (molti anni fa!) proprio spinta da questo “amore” per questa Madre Terra\, consapevole del fatto che distruggerla vuol dire distruggere “noi stessi”.\nIl punto è NUTRIRE IL PIANETA SENZA MANGIARLO\, consapevoli del fatto che Sostenibilità e Salute sono strettamente correlate.\nNel rapporto 2018 del FONDO Mondiale per la Ricerca sul Cancro si sottolinea che:\n“Il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo è probabilmente il determinante più importante della salute umana e ambientale in tutto il mondo. La malnutrizione\, sia sottoforma di sottoalimentazione che di iperalimentazione\, a cui sono correlati obesità ed NCD\, colpisce miliardi di persone a livello globale e si accompagna a importanti cambiamenti ambientali\nLa produzione alimentare è responsabile\, direttamente o indirettamente\, dal 19 al 29% di tutte le emissioni di gas serra\, utilizza il 70% delle acque dolci disponibili e costituisce una fonte importante di inquinamento ambientale. In particolare\, la produzione di carne contribuisce in modo significativo alle emissioni di gas serra e si può affermare che LA PRODUZIONE ALIMENTARE CONTRIBUISCE AL CAMBIAMENTO CLIMATICO.\nAnche se la sicurezza alimentare in molte parti del mondo è migliorata\, il “sistema alimentare” non sta favorendo la salute umana\, in quanto non sta operando in maniera sostenibile. I pattern alimentari che si basano prevalentemente sugli alimenti di origine vegetale rispetto a quelli che si basano sugli alimenti di origine animale supportano uno sviluppo sostenibile e offrono benefici per la salute dell’uomo e dell’ambiente.”\nEmerge quindi che il cibo sostenibile è vegetale (argomento per la verità noto da anni\, vedi rapporti FAO del 2006 e del 2013 sulle emissioni dei gas serra) anche se sono molti altri gli aspetti di cui tenere conto (l’uso della chimica in agricoltura\, la strada che il cibo percorre dal campo alla tavola\, ecc.)\nL’argomento è vastissimo e non è mia intenzione banalizzarlo.\nQuesto articolo vuole essere solo uno spunto di riflessione su un tema che riguarda tutti: ognuno di noi ha una grande potere in quanto la scelta di quale cibo consumare quotidianamente incide moltissimo direttamente ed indirettamente sulla nostra salute e su quella dell’ambiente. \n\nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:I veleni nel piatto - Conferenza con la Dott.ssa Candida Nastrucci
DESCRIPTION:La Dottoressa Candida Nastrucci\, dottoressa in Biochimica Clinica\, Biologa Molecolare ed esperta di metodi alternativi sostitutivi alla ricerca su animali\, componente del tavolo sulle Alternative al Ministero della Salute\, e membro LIMAV\, terrà il giorno 14 febbraio 2019 la conferenza: “I Veleni nel Piatto”. \n \nCosa sono i veleni nel piatto\nNella lunghissima storia plurimillenaria l’uomo è sempre stato immerso nella natura cercando con tutti i limiti del caso\, di rispettarne il ruolo basilare per la vita stessa. Oggi invece\, ci siamo così allontanati dalla Natura che viviamo completamente immersi nella chimica di sintesi\, cioè nell’anti-natura per antonomasia. \nNel giro di poco più di un secolo\, oltre 105.000 sostanze chimiche diverse sono state immesse nell’ambiente dalle industrie. Moltissime di queste sono cancerogene\, creano malformazioni nei feti e danni al DNA. \nLe respiriamo\, beviamo\, mangiamo ogni giorno\, e come se non bastasse\, ce le fumiamo e spalmiamo sulla pelle. \nQual è il risultato di questa pazzia?\nCrescita esponenziale di tutte le patologie cronico-degenenerative\, tumorali e autoimmunitarie.\nLa spesa sanitaria nazionale\, cioè il mercato dei farmaci\, cresce ogni anno a vista d’occhio: nel 2011 ha raggiunto la ragguardevole cifra di 26\,3 miliardi di euro (1)\, oltre 50.000 miliardi delle vecchie lire. Ogni cittadino italiano quindi\, spende all’anno di media\, 434 euro\, per avvelenarsi. \nIdem per i tumori: nel 2011 nel nostro paese sono stati diagnosticati 360.000 nuovi casi di tumori maligni\, cioè 1000 nuovi tumori al giorno (2)\, senza contare quelli epiteliali.\nEscludendo infatti questi ultimi\, il tumore più frequente tra uomo e  donna\, risulta essere quello del colon-retto con quasi 50.000 nuove diagnosi all’anno. \nPelle e intestino\, sono gli organi più colpiti dal tumore. La pelle è il primo organo a diretto contatto con l’ambiente esterno e quindi con i veleni del mondo; il colon-retto è l’organo che accumula e dovrebbe espellere verso il mondo esterno\, i veleni e le tossine autoprodotte con il nostro stile di vita.\nSecondo l’ISTAT\, i decessi per tumore nel 2007 sono stati 172.000 (il 30%) degli oltre 572.000 decessi totali verificatisi quell’anno. I morti per cause cardiovascolari sono stati invece 223.000 (il 39%).\nQuesti dati confermerebbero che la prima causa di morte sono i problemi cardiocircolatori. \nMa non è così\nQuando una persona\, magari di una certa età\, muore in ospedale\, si certifica il decesso per arresto cardiocircolatorio e/o cardiorespiratorio\, e questo fa gonfiare le statistiche.\nSe teniamo conto di questo artifizio matematico\, oggi il cancro è la prima causa di morte almeno nel mondo occidentale!\nE’ chiaro come la luce del sole che la chimica in tutto questo gioca un ruolo fondamentale. \nDiossine nel piatto\n\nNel 2006 è stata eseguita un’analisi chimica su campioni di alimenti\, provenienti da Gran Bretagna\, Polonia\, Svezia\, Italia\, Spagna\, Grecia e Finlandia\, ha rinvenuto in tutti i prodotti – chi più\, chi meno – inquinanti vecchi e nuovi\, comprese sostanze chimiche di tipo persistente e bioaccumulabile come il DDT e i PCB banditi da decenni perché riconosciuti cancerogeni. \nLa ricerca\, durata 10 anni\, ha preso in esame 27 campioni di alimenti (tra cui latte\, carne\, pesce\, pane\, olio d’oliva e succhi d’arancia)\, di marche comuni e presenti normalmente nei supermercati e ha riscontrato la presenza di ben 119 contaminanti\, tra cui le cancerogene diossine.\nQuesta è solo una delle tante indagini che dimostrano\, dati alla mano\, come oggi\, grazie alla mortifera industrializzazione della vita\, mangiamo chili di sostanze chimiche deleterie e cancerogene ogni anno. \nStoria dei pesticidi\n\nI pesticidi sono i soli prodotti chimici concepiti dall’uomo e intenzionalmente liberati nell’ambiente per uccidere o danneggiare altri organismi viventi.\nTutta la grande famiglia dei pesticidi\, è identificabile dal suffisso “cida” (erbicida\, fungicida\, ecc.)\, che deriva dal latino cœdere\, che significa “uccidere” o “abbattere”.\nQuindi pesticidi\, secondo l’etimologia sono dei sterminatori di “pesti” (dall’inglese pest: animale\, insetto o pianta nociva e dal latino pestis che indica un flagello o una malattia contagiosa). \nEcco perché nel mondo industriale\, si evita accuratamente di parlare di pesticidi\, preferendo la dicitura prodotti fitosanitari\, o l’ancor più edulcorato\, prodotti fitofarmaceutici.\nSostituire il termine corretto e reale pesticidi con fitofarmaceutico non è solo un gioco di prestigio semantico che rassicura tutti\, ma mira proprio ad ingannare prima i coltivatori e poi noi consumatori. \nL’impiego di pesticidi risale all’antichità\, ma fino al Ventesimo secolo gli sterminatori di pesti\, erano derivati di composti minerali o vegetali\, di origine naturale (piombo\, zolfo\, tabacco o foglie di neem). Oggi invece usiamo derivati cancerogeni del petrolio. \nI pesticidi conobbero un primo balzo in avanti grazie alla chimica inorganica del XIX secolo\, ma bisognerà attendere la Grande Guerra perché siano gettate le basi della loro produzione di massa\, e questo grazie allo sviluppo della chimica organica e della ricerca sui gas bellici. \nPesticidi\, chemio e guerra chimica hanno un unico padre: Fritz Haber\n\nL’origine storica dei pesticidi e dei chemioterapici\, è intimamente legata alla guerra chimica\, la cui paternità è attribuibile al chimico tedesco Fritz Haber\, i cui lavori sul processo di fissazione dell’azoto atmosferico\, serviranno per la produzione dei famosissimi concimi chimici azotati\, ma anche degli esplosivi. \nAllo scoppio della Guerra\, Haber è alla direzione del prestigioso Kaiser Wilhelm Institute a Berlino\, e il suo laboratorio viene sollecitato a partecipare allo sforzo bellico. La sua missione sarà quella di sviluppare gas irritanti per stanare dalle trincee i soldati nemici\, e questo alla faccia della Dichiarazione dell’Aia del 1899 che vieta l’uso di armi chimiche. \nTra tutti i gas studiati uno solo emerge per caratteristiche utili allo scopo: il cloro.\nIl cloro è un gas gialloverde (da cui il nome greco chloros che significa appunto verde chiaro)\, estremamente tossico\, caratterizzato da un odore soffocante che penetra violentemente le vie respiratorie. \nIl 22 aprile 1915 l’esercito tedesco scarica 146 tonnellate di gas di cloro (detto dicloro o diossido di cloro) a Ypres in Belgio: le truppe francesi\, britanniche e canadesi\, prese alla sprovvista caddero come mosche\, cercando di proteggersi le vie aeree con banali fazzoletti.\nFritz Haber pagherà molto cara questa vittoria\, perché qualche giorno dopo aver usato il gas\, la moglie Clara Immerwahr\, chimico pure lei\, si suicida con un colpo di pistola direttamente nel cuore\, usando l’arma di servizio del marito\, promosso al grado di capitano. \nMa come si sa: business is business\, e il lavoro è lavoro\, per cui Haber continua nella sua ricerca come se niente fosse successo.\nPer gli Alleati\, che nel frattempo si erano dotati di maschere antigas\, il cloro non fu più un problema\, per cui Haber mise a punto il fosgene\, costituto da una miscela di dicloro e monossido di carbonio. Meno irritante per naso e gola del cloro stesso\, ma rappresenta la più letale arma chimica preparata a Berlino\, poiché attacca violentemente i polmoni riempiendoli di acido cloridrico. \nQuesta arma chimica\, il fosgene\, continua ad essere largamente utilizzato come composto dei pesticidi\, ed è uno dei componenti del sevin\, l’insetticida all’origine della catastrofe ambientale e umanitaria di Bhopal nel dicembre 1984. \nVerso al fine della Guerra\, quando le vittime dei gas si contano a decine di migliaia\, il Nostro lancia l’ultimo ritrovato\, il gas mostarda\, detto anche iprite\, che prende il nome dalla località in cui è stato sperimentato\, come il gas cloro: le trincee di Ypres in Belgio. \nGli effetti del gas mostarda sono terribili: provoca vastissime vesciche sulla pelle\, brucia la cornea causando cecità permanente e attacca il midollo osseo inducendo la leucemia. Proprio la distruzione del midollo\, darà lo spunto di partenza alla grande ricerca medica per sviluppare il prodotto principe dell’oncologia: la chemioterapia. \nI lavori di Fritz Haber\, dopo l’armistizio\, gli costarono l’iscrizione nella lista dei criminali di guerra e per questo si rifugiò in Svizzera fino a quando nel 1920 ricevette addirittura il Premio Nobel per la chimica.\nL’ironia della sorte è che Fritz Haber era ebreo\, ed è stato pure l’inventore del Zyclon-B\, il gas usato nei campi di concentramento. Muore il 29 gennaio 1934 e non saprà mai che una parte della sua famiglia morirà asfissiata dal gas che lui stesso ha inventato.\n \nLa legge di Haber\nMentre sviluppava queste terribili armi\, si dedicava anche a confrontare la tossicità dei gas formulando una legge che permettesse di valutarne l’efficacia\, ossia la loro potenza letale.\nQuesta legge\, usata ancor oggi\, ha preso il suo nome: “legge di Haber”\, ed esprime la relazione tra la concentrazione di un gas e il tempo di esposizione necessario a provocare la morte di un essere vivente. \nLa “legge Haber”\, ha anche ispirato direttamente la creazione di uno degli strumenti più crudeli\, dal punto di vista morale\, e più assurdi da quello scientifico\, per la valutazione e la gestione dei rischi chimici: la “Dose Letale-50” o semplicemente DL-50.\nQuesto paradossale indicatore di tossicità\, misura la dose di sostanza chimica necessaria per sterminare la metà degli animali usati nei laboratori. \nOrganoclorati e il DDT\n\nI lavori del chimico tedesco spianarono la strada alla produzione industriale degli insetticidi di sintesi\, il più celebre dei quali è il DDT (diclorodifeniltricloroetano) che fa parte della famiglia degli organoclorati.\nGli organoclorati\, sono composti chimici in cui uno o più atomi di idrogeno sono stati sostituiti da atomi di cloro\, formando una struttura stabile. \nSintetizzato nel 1874 dal chimico austriaco Othmar Zeidler il DDT è rimasto a dormire in un cassetto fino al 1939 quando il chimico svizzero Paul Muller\, stipendiato dalla Geigy (oggi Syngenta) individua le sue proprietà insetticide. A tempo di record\, nove anni dopo\, per questa grande scoperta ricevette il Premio Nobel per la medicina. \nAll’indomani della Seconda guerra mondiale il DDT è celebre in tutto il globo come l’insetticida miracoloso. Questo sarà la manna per l’industria chimica\, in testa Monsanto e Dow Chemical che dal 1950 al 1980 riverseranno nel mondo 40.000 tonnellate. Solo nel 1963 la produzione tocca le 82.000 tonnellate. \nPrima del suo divieto\, avvenuto nel 1972\, gli USA saranno irrorati con 675.000 tonnellate di DDT.\nNonostante sia classificato dall’OMS come “moderatamente pericoloso” i suoi effetti a lungo termine sono disastrosi: perturbatore endocrino\, tumori\, malformazioni congenite\, disturbi della riproduzione\, ecc. \nOrganofosforati\n\nUna seconda categoria di insetticidi fa la sua comparsa dopo la Seconda Guerra Mondiale: gli organofosforati\, il cui sviluppo è legato sempre alla ricerca militare di nuovi gas bellici.\nQueste molecole sono concepite per attaccare il sistema nervoso degli insetti e presentano una tossicità molto più elevata degli organoclorati. In questa pericolosissima famiglia troviamo: parathion\, malathion\, diclorvos\, clorpirifos\, sevin e il sarin (gas sviluppato nei laboratori della nazista IG Farben\, oggi considerato dalle Nazioni Unite “arma di distruzione di massa”). \nAgli inizi degli anni Quaranta\, i ricercatori isolano l’ormone che controlla la crescita delle piante\, riproducendone sinteticamente la molecola. Constatano che iniettando l’ormone in piccole dosi\, si stimola la crescita delle piante\, mentre in dosi massicce\, provoca la morte della pianta.\nCosì creano due diserbanti che danno il via ad una vera e propria “rivoluzione agraria”. Si tratta dell’acido 2\,4-diclorofenossiacetico (2\,4-D) e il 2\,4\,5-triclorofenossiacetico (2\,4\,5-D)\, due molecole che fanno parte dei clorofenoli. \nPer comprenderne la pericolosità\, è bene sapere che una miscela dei due\, origina il tristemente noto “agente arancio”\, il defoliante usato dall’esercito americano nella Guerra in Vietnam. Dal 13 gennaio 1962 al 1971 sono stati sganciati qualcosa come 80 milioni di litri di defolianti.\n \nOggi in Europa come siamo messi?\n\nOgni anno vengono sparse nell’ambiente 220.000 tonnellate di pesticidi: 108.000 tonnellate di fungicidi\, 84.000 tonnellate di erbicidi e 21.000 tonnellate di insetticidi. Se ci aggiungiamo le 7000 tonnellate di “regolatori della crescita” questo equivale a mezzo chilo di sostanze attive per ogni cittadino europeo.\nL’80% delle sostanze irrorate riguarda solo quattro tipi di colture\, che però rappresentano il 40% delle superfici coltivate: i cereali a paglia\, il mais\, la colza e la vite (uno dei prodotti dove si usa più chimica) \nCosa provoca nella salute umana tutta questa chimica?\n\nDipende ovviamente dall’esposizione e dal tempo di esposizione.\nI più colpiti ovviamente sono le popolazioni agricole\, soprattutto i coltivatori che maneggiano queste sostanze\, senza una corretta protezione; poi veniamo noi consumatori. \nI disturbi osservati riguardano prevalentemente le mucose e l’epidermide\, con irritazioni\, ustioni\, prurito o eczemi; l’apparato digerente; sistema nervoso; malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson o le miopatie\, alcuni tipi di cancro (cervello\, pancreas\, prostata\, pelle e polmone) e quelli del sangue; leucemie\, linfomi non Hodgkin. \nQuesto tipo di linfoma\, secondo l’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Bethesda (USA)\, in 18 dei 20 studi esaminati è associato agli erbicidi a base di acido fenossiacetico\, i pesticidi organoclorati e organofosforici.\n \nAltri risultati\, questa volta dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Rockville\, indicano per i clorofenoli una supermortalità per quattro tipi di cancro: linfoma NH\, tumore al cervello\, alla prostata e all’intestino. \nUna trentina di studi epidemiologici hanno esplorato il rischio di tumore al cervello tra gli agricoltori e la maggioranza evidenzia un aumento del rischio del 30%. Il tumore al cervello è in crescita esponenziale\, soprattutto a livello pediatrico\, cosa questa inconcepibile solo qualche decennio fa. \nIl Gaucho e le api\n\nProdotto a base di imidaclopride ideato dalla Bayer ha fatto “miliardi di vittime”.\nSi tratta di un insetticida sistemico che viene applicato sulle sementi e penetra nella pianta attraverso la linfa avvelenando i parassiti della barbabietola\, del girasole o del mais. Ma purtroppo avvelena anche gli insetti pungitori-succhiatori come le api. Si stima che tra il 1966 e il 2000 solo in Francia siano spariti letteralmente 450.000 alverari. \nDove finiscono i pesticidi?\n\nSecondo David Pimentel\, professore di Agricoltura e scienze della vita alla Cornell University: “meno dello 0\,1% dei pesticidi applicati per il controllo degli agenti nocivi raggiunge il bersaglio. Più del 99\,9% dei pesticidi migra nell’ambiente\, e qui aggredisce la salute pubblica\, contaminando il suolo\, l’acqua\, l’atmosfera dell’ecosistema”. \nNel corso della stagione il ruscellamento porta via in media il 2% di un pesticida applicato al suolo\, raramente più del 5% o 10%…\nIn compenso si sono osservate perdite per volatilizzazione tra l’80-90% del prodotto applicato\, alcuni giorni dopo il trattamento. Con i trattamenti aerei può essere portato via dal vento fino alla metà del prodotto. \nIn conclusione la stragrande maggioranza di questa chimica mortifera torna nell’ambiente e va ad inquinare pericolosamente il suolo\, l’aria e l’acqua\, entrando di conseguenza nella catena alimentare umana\, minando la salute pubblica. \nCancro: malattia della civiltà\n\nL’adozione della parola “cancro” è attribuita a Ippocrate\, che osservando le ramificazioni che caratterizzano i tumori ne associò la forma a quella di un granchio (karkinos in greco).\nLa parola karkinos è stata presa a prestito nel latino dal medico romano Celso all’inizio della nostra era. \nE’ al medico italiano Bernardino Ramazzini che si deve il primo studio sistematico sul rapporto tra cancro ed esposizione a inquinanti o a sostanze tossiche. Nel 1700 questo professore di medicina dell’Università di Padova pubblica il De morbis artificium diatriba (sulle malattie dei lavoratori e per questo considerato il padre della medicina del lavoro)\, opera in cui presenta una trentina di corporazioni esposte allo sviluppo di malattie professionali\, i particolare al tumore al polmone. Sono a rischio tutti coloro che lavorano a contatto con il carbone\, piombo\, arsenico\, o metalli\, come i vetrai\, pittori\, doratori\,vasai\, conciatori\, tessitori\, chimici\, speziali\, ecc. \nAumento delle malattie croniche e invecchiamento\n\nOvviamente per le industrie l’aumento di tutte le patologie\, in primis il cancro\, non è dovuto alla chimica che loro stessi producono e spargono nel pianeta.\nUn argomento regolarmente avanzato per spiegare l’aumento delle malattie croniche è l’invecchiamento della popolazione. \nCertamente l’aspettativa di vita è cresciuta e quindi ci saranno più anziani che possono ammalarsi di cancro\, ma quello che bisogna esaminare è l’evoluzione del tasso di incidenza dei casi di cancro o di malattie neurodegenerative nelle varie fasce di età.\nE qui constatiamo che il tasso di incidenza di certi tumori è raddoppiato tra le persone di più si 65 anni. \nL’invecchiamento della popolazione non spiega perché negli USA il numero delle donne e uomini che soffrono di tumore al cervello è 5 volte maggiore che in Giappone. Senza parlare dei tumori infantili\, il cui aumento non può certo dipendere dall’allungamento dell’aspettativa di vita! \nL’aumento dell’incidenza del cancro si riscontra in tutte le fasce di età\, soprattutto nelle più giovani\, quindi non c’entra assolutamente nulla l’invecchiamento della popolazione!\nPer esempio\, tra una donna nata nel 1953 e una nata nel 1913\, il rischio di cancro al seno si è moltiplicato quasi per 3\, mentre il rischio di cancro al polmone si è moltiplicato per 5.\nTra un uomo nato nel 1953 e uno nato nel 1913\, il rischio di cancro alla prostata si è moltiplicato per 12\, mentre il rischio di cancro al polmone è rimasto uguale. \nL’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (IARC) con sede a Lione\, ha analizzato 63 registri europei del cancro\, e il risultato è che nel corso dell’ultimo trentennio\, la crescita annua dell’incidenza è stata dell’1% per la fascia di età da 0 a 14 anni e dell’1\,5% per gli adolescenti (15-19 anni).\nIl fenomeno si aggrava di decennio in decennio. \nPer i bambini il tasso aumenta dello 0\,9% dal 1970 al 1980\, ma del 1\,3% tra il 1980 e il 1990.\nPer gli adolescenti la crescita è dell’1\,3% tra il 1970 e il 1980 e del’1\,8% tra il 1980 e 1990.\nSecondo il voluminoso rapporto di 889 pagine intitolato Cancers et Environnement\, tenendo conto dei mutamenti demografici\, e cioè aumento e invecchiamento della popolazione francese\, l’aumento dei tassi di incidenza dal 1980 è stimato a +35% negli uomini e +43% nelle donne! \nQuesta è la triste realtà. Nonostante i grandi e molto ben prezzolati esperti che in televisione continuano ad evangelizzare il gregge ripetendo che i tumori sono in diminuzione\, e questo ovviamente grazie alla medicina e soprattutto agli screening di massa\, la realtà è ben diversa: negli ultimi trent’anni i tumori sono costantemente aumentati!\nPer essere ancora più precisi\, 9 sono i tumori la cui incidenza NON ha cessato di crescere nel corso degli ultimi 25 anni: il cancro ai polmoni\, mesoteliomi\, emopatie maligne\, tumori cerebrali\, cancro al seno\, alle ovaie\, ai testicoli\, alla prostata e alla tiroide. \nCancro e stile di vita\n\nSecondo il nostri calcoli – dice il direttore dello IARC\, il dottor Christopher P. Wild – tra l’80 e il 90% dei tumori sono legati all’ambiente e allo stile di vita”.\nQuesto è ciò che risulta dagli studi sulle persone che migrano da una regione del mondo a un’altra: dove l’esposizione agli inquinanti chimici e lo stile di vita variano\, i soggetti adottano per così dire il modello cancerogeno delle regioni in cui si stabiliscono. Non è il loro patrimonio genetico a cambiare\, ma il loro ambiente\, quindi si potrebbe parlare di epigenetica.\nIl risultato indica che l’ambiente svolge una funzione primaria nelle cause del cancro!\nNon ci sono ormai più dubbi che la chimica sta lentamente avvelenando la Natura e noi stessi. \nChi controlla la chimica e farmaceutica?\n\nA livello mondiale i giganti che controllano il settore della chimica e agrosementiera (Big Agro) sono: Basf Agro SAS\, Bayer CropScience\, Dow AgroScience\, DuPont\, Monsanto e Syngenta.\nBig Pharma oggi è rappresentata da Pfizer\, Glaxo Smith Kline\, Johnson & Johnson\, Merck\, Novartis\, Astra Zeneca\, Roche\, Bristol-Myers Squibb\, Wyeth (Pfizer)\, Abbott Labs.\nCon il termine Big Pharma s’intendono le prime 10 corporazioni della chimica e farmaceutica\, cioè le industrie che a livello mondiale controllano la produzione e vendita di veleni legali: farmaci\, vaccini e droghe. \nQuello che non tutti sanno è che Big Pharma e Big Agro sono tra loro interconnesse e gestite dalle medesime figure\, dai medesimi banchieri internazionali….\nDa una parte ci avvelenano lentamente con la chimica di sintesi\, predisponendoci a tutte le malattie possibili e immaginabili\, e dall’altra ci curano sempre con la chimica di sintesi…\nFollia? No\, il risultato è che siamo sempre più ammalati rispetto al passato e non moriamo più di vecchiaia\, ma per patologie degenerative e tumorali.\nIn tutto questo folle (per noi\, ma non per loro) sistema\, le industrie guadagnano migliaia di miliardi di dollari.\nNon c’è alcun interesse da parte delle industrie\, degli enti sovranazionali di controllo e salvaguardia della salute (FDA\, EMEA\, EFSA\, OMS\, ecc.)\, e ovviamente dei politici (beceri e squallidi camerieri dei banchieri)\, a cambiare l’attuale tendenza.\nDobbiamo essere noi i fautori del cambiamento\, e questo è un dovere morale nei confronti dei bambini\, di noi stessi e della Natura in genere. \nTratto dal libro: “Il veleno nel piatto: i rischi mortali nascosti in quello che mangiamo”\, di Marie Monique Robin\, ed. Feltrinelli\n[1] Rapporto nazionale anno 2011 – L’uso dei farmaci in Italia – Rapporto Osmed.\n[2] “I numeri del cancro in Italia 2011”\, AIOM\, Associazione italiana di oncologia medica e AIURTUM\, Associazione italiana registri tumori \nFonte: Marcello Pamio \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Reincarnazione e super-coscienza universale: esperienze di ipnosi regressiva - Conferenza del Dr. Evaldo Cavallaro
DESCRIPTION:Appuntamento con il Dr. Evaldo Cavallaro\, Esperto di Ipnosi\, Formatore Menageriale & Negoziatore\, Consigliere Spirituale Laico il 31 gennaio dalle ore 18:30 alle 20:00 per parlare di reincarnazione  e ipnosi. \nIl relatore risponderà alle domande del pubblico. \nIngresso libero. \nShare on: WhatsApp
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SUMMARY:Ritrovare il benessere integrale e la felicità attraverso le leggi bio-logiche. Conferenza del Dr. Pierre Pellizzari
DESCRIPTION:Appuntamento con il Dr. Pierre Pellizzari\, ingegnere\, naturopata\, esperto in detossicazione\, alimentazione olistica e leggi biologiche\, Educatore socio-sanitario\, Riflessologia plantare\, Reiki 1 e 2\, Osho Prana-Healing il 24 gennaio dalle ore 18:30 alle 20:00 per parlare di benessere e felicità. \nIl relatore risponderà alle domande del pubblico. \nIngresso libero. \nShare on: WhatsApp
URL:http://associazionevegananimalista.it/event/ritrovare-il-benessere-integrale-e-la-felicita-attraverso-le-leggi-bio-logiche-conferenza-del-dr-pierre-pellizzari/
LOCATION:AVA Associazione Vegan Animalista\, Piazza Asti 5/A\, Roma\, 00182\, Italia
CATEGORIES:Eventi AVA 2019
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SUMMARY:L'etica e la spiritualità nella cultura vegan - conferenza del Dr. Vasco Merciadri
DESCRIPTION:Appuntamento con il Dr. Vasco Merciadri\, Medico Chirurgo\, esperto in Medicine Complementari e Omeopatia il 17 gennaio dalle ore 18:30 alle 20:00 per parlare di etica e spiritualità. \nIl relatore risponderà alle domande del pubblico. \nIngresso libero. \n  \nShare on: WhatsApp
URL:http://associazionevegananimalista.it/event/letica-e-la-spiritualita-nella-cultura-vegan-conferenza-del-dr-vasco-merciadri/
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CATEGORIES:Eventi AVA 2019
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