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DESCRIPTION:Nessuno dovrebbe tollerare che vengano inflitte agli animali delle sofferenze e neppure declinare le proprie responsabilità. Nessuno dovrebbe starsene tranquillo pensando che altrimenti si immischierebbe in affari che non lo riguardano. Quando tanti maltrattamenti vengono inflitti agli animali\, quando essi agonizzano ignorati per colpa di uomini senza cuore\, siamo tutti colpevoli. (Albert Schweitzer) \nIl pesce fa bene …….a chi lo vende!\nConferenza Dottoressa Sabina Bietolini\, Dottore di Ricerca in Scienze della Salute\, Scienze Naturali e della Nutrizione Umana\, Iridologa\, Naturopata \n \nFormazione universitaria di terzo livello (PhD) all’Università La Sapienza di Roma e ricerca scientifica in Italia e all’estero. Approfondisce le proprie competenze in nutrizione attraverso una laurea specialistica ed una scuola di perfezionamento in Medicina Sistemica. È cofondatrice e consigliere della Società Italiana di Pediatria Funzionale; inoltre\, cofondatrice del Centro Prometeo\, il primo centro in Italia dove la medicina si coniuga con la nutrizione e la cultura vegan. È membro SINU\, ISDE\, AIMES e del Comitato Scientifico di Assovegan. \nSi occupa di alimentazione in oncologia e nutrizione preventiva PreVeg™ per tutte le età\, è terapista Be4Eat e socia ARTOI; si dedica all’alimentazione in gravidanza e allo svezzamento fisiologico insieme ai pediatri Luciano Proietti e Maurizio Conte.  www.nutrirelasalute.eu    www.pediatriafunzionale.eu \nIl pesce fa bene… a chi lo vende\ndi Franco Libero Manco \nEticamente è molto più grave consumare del pesce che carne di animali terricoli. \nMentre con la carne di una mucca o di un maiale si nutrono centinaia di individui per il pesce è necessario sacrificare molti animali e il valore di un animale non è in base alla sua dimensione corporea. \nLa morte del pesce\, in qualunque modo avvenga\, per opera dell’uomo\, è un fatto crudele: le chiazze di sangue delle tonnare o la contorsione dei pesci in agonia nelle reti fanno capire l’intensità di dolore subito dai pesci e quanto disumana sia la pesca. \nSi preferisce credere che il pesce non soffra\, perché non abbiamo la capacità di percepire il loro grido di dolore. \n“Vivi e lascia vivere”\, questa è la legge d’amore che ci distingue dagli animali predatori\, che sono costretti ad uccidere per vivere. \nPer noi non basterà il piacere del nostro palato a giustificare l’uccisione di miliardi di creature in grado di soffrire. \nLasciate stare il mare\, rispettate questo grande e meraviglioso specchio di cristallo\, questo mondo affascinante e misterioso. \nNon violentate le sue creature. \nNoi certo non vorremmo che le creature del mare invadessero la nostra terra e tormentassero le nostre genti\nSmettiamo di massacrare e di mangiare animali: ne beneficeranno anche la nostra salute\, il nostro portafoglio e la nostra coscienza. \nSe un qualsiasi essere vivente non fosse in grado di accusare il dolore\, se non avesse paura della morte si autodistruggerebbe e nulla esisterebbe nel Cosmo. \nIl dolore è ciò che accomuna tutti gli esseri viventi: è come una lancia puntata alla schiena di ogni creatura che la costringe ad evitare la sofferenza e la morte e la sprona ad avanzare sulla via dell’evoluzione acquisendo esperienza\, memorizzando il pericolo e aguzzando l’astuzia in modo da sfuggire al predatore. \nSe noi umani potessimo udire il grido di dolore dei pesci agonizzanti nelle reti un uragano di terrore coprirebbe la faccia della terra e nessuno più oserebbe uccidere o mangiare le creature del mare. \nNelle pergamene del Mar Morto\, scoperte nel 1947\, Gesù dice:\n“Forse che i pesci vengono a voi a chiedere la terra e i suoi frutti?\nLasciate le reti e seguitemi\, farò di voi pescatori di anime”. \nAlcuni animali marini dotati di zampe quando vengono immersi ancora vivi nell’acqua bollente che entra in ogni cavità dell’animale\, oppure arrostiti sulla piastra\, schizzano via come saette. \nSembra che le aragoste siano prive degli analgesici naturali dei mammiferi e quindi che siano ancora più di noi sensibili al dolore. \nAltrettanto tremenda e dolorosa è la morte per asfissia del pesce pescato con le reti: le convulsioni dell’animale che disperatamente cerca di riconquistare il suo ambiente vitale\, sono la più palese manifestazione di dolore. \nLa pesca sportiva\, vero e proprio passatempo per gente stupida\, insensibile e crudele. \nL’amo che viene estratto dalla bocca del pesce che si contorce dallo spasimo e che lacera anche parte della testa è paragonabile ad un arpione conficcato nella bocca di un uomo che viene brutalmente estratto fracassandogli le mandibole\, la fronte ed il cervello per poi somministrargli con un pò d’acqua pochi grammi di ossigeno per prolungare il più possibile la sua vita e quindi la sua agonia. \nLe mattanze delle tonnare: l’orrore che suscita l’enorme chiazza di sangue che\, come una profanazione della vita\, macchia l’azzurro intenso del mare\, fa vergognare di appartenere alla specie umana. \nQuale disumana durezza è necessaria perché si tagli le pinne ad uno squalo e lo si rigetti in acqua? \nE’ come tagliare le gambe ad un essere umano e lasciarlo a dissanguarsi per terra. \nE i pesci uccisi per congelamento? \nE quelli spasimanti in pochi centimetri di acqua nei mercati perché la gentile signora\, o signore\, possa deliziarsi il palato con il corpo di una creatura appena eviscerata da viva? \nNon è forse raccapricciante l’idea degli acquari nei ristoranti in cui il cliente sceglie quale pesce farsi cucinare al momento decidendo vita o morte e sofferenza per una splendida creatura? \nMolti pesci hanno intelligenza pari se non superiore a quella di molti animali terricoli: sono dotati di sistema nervoso e quindi capaci come noi di percepire il dolore. \nIl polpo ha un cervello molto sviluppato\, l’intelligenza del delfino\, che supera quella del cane\, in molte circostanze ha salvato l’uomo da morte sicura\, spesso da un attacco da parte di squali. \nIl pesce è dotato di percezioni sofisticatissime (altro che radar) oltre che di quegli strumenti naturali che rendono capace il suo corpo di estrarre dall’acqua l’ossigeno di cui ha bisogno per vivere. \nIl pesce ragiona\, sente\, vede\, dorme\, gioca\, ha paura e quindi si nasconde. \nL’agilità e la velocità con cui si muove un pesce nel suo ambiente naturale ha qualcosa di affascinante e di prodigioso\nLa perfezione dei suoi occhi in grado di percepire chiaramente nell’acqua\, la complessità delle sue branchie e dei suoi sensori ricettivi ed elaborativi\, la squisita geometria delle sue squame\, la gamma pressoché sconfinata dei suoi colori sgargianti\, vengono per sempre annientate con la morte dell’animale quando viene privato dell’unica sua ricchezza\, la vita\, per un attimo di “piacere” che possono dare le sue carni martoriate. \nRitengo delittuoso raccomandare l’uso del pesce nella nostra dieta. \nSe l’essere umano avesse bisogno di tale sostanza per i suoi processi vitali la specie umana si sarebbe estinta sul nascere. \nInfatti come avrebbero potuto i nostri antenati fruttariani\, (cugini delle scimmie antropoidi) usciti dalla foresta tropicale\, e lo stesso uomo delle caverne\, catturare il pesce con le mani per cibarsene? \nL’elemento acqua non è compatibile con la natura terricola dell’uomo. \nProbabilmente alcuni uomini della preistoria\, solo quelli stanziati lungo i corsi di acqua\, eccezionalmente si nutrirono anche di pesce\, ma coloro che vivevano nell’entroterra come avrebbero potuto sopravvivere? \nLo stesso discorso vale per il latte ed i formaggi da molti “illuminati” nutrizionisti ritenuto indispensabile per la salute umana. \nCome avrebbero potuto gli antenati dell’uomo consumare il latte di un altro animale nel corso dei 5 milioni di anni che precedono l’addomesticamento degli animali se tale pratica risale a non più di 50 mila anni fa? \n\ni pesci contengono grassi saturi in quantità maggiore della stessa carne; il grasso del pesce fa ingrassare allo stesso modo della carne di maiale. Secondo la Food and Drug Administration il mercurio contenuto nel grasso può causare malformazione nei neonati\, danni renali\, deficienza mentale\, cancro;\nil pesce contiene molto colesterolo: gamberi e crostacei ne contengono quasi il doppio rispetto alla carne di manzo;\nil pesce per motivi di sicurezza e gusto deve essere cotto\, la cottura denatura gli Omega 3\, oltre ad inattivare gli enzimi digestivi;\nle raccomandazioni dei nutrizionisti di consumare il pesce almeno 2-3 volte a settimana per garantirsi l’Omega 3 non è sufficiente a garantire il quantitativo necessario. Solo alcuni tipi di pesce contengono modeste quantità di Omega 3 e solo se i pesci sono selvatici o da acquicoltura con pesci che si nutrono di pesci che mangiano alghe;\ni benefici per la salute umana non sono dimostrati o al limite sono trascurabili\, per contro i disastri ambientali causati dalla pesca sono ben documentabili;\nstudi sugli eventuali benefici dell’olio di pesce non hanno dimostrato maggiore utilità nei problemi neurologici\, cancro\, demenza\, malattie autoimmuni\, asma\, sclerosi multipla\, diabete ecc. rispetto agli Omega 3 di derivazione vegetale.\n\n“Occorre mangiare il pesce per l’Omega 3”. Il valore di un alimento è inversamente proporzionale alla sua velocità di decomposizione. \nIl fetore serve a tenerci lontani da certi alimenti: solo questo basterebbe a farci capire che il pesce che vive nel mare non è alimento adatto all’uomo che vive sulla terra. \nIl pesce è tra le sostanze più putrescibili esistenti in natura: basta lasciarlo per qualche ora fuori dal frigo per rendersi conto del fetore\, dovuto alla sua decomposizione e questo rende inservibili gli Omega 3. \nInoltre\, nei pesci spesso si trovano residui di scarichi industriali e fognari\, di pesticidi e metalli pesanti\, come piombo\, mercurio\, cadmio ed altri. \nLa maggior parte dei pesci consumati viene da allevamenti intensivi; nei mangimi vengono aggiunti ormoni ed altri prodotti chimici che servono ad aumentare velocemente il peso dell’animale e a scongiurare epidemie. \nIl mondo vegetale è molto più ricco di Omega 3: il contenuto nelle noci è 4 volte maggiore di quello contenuto nel pesce più ricco\, la sardina fresca; i semi di lino addirittura 10 volte di più. \nShare on:
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DESCRIPTION:“Abbiamo imparato a volare come gli uccelli\, a nuotare come i pesci\, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli” (Martin Luther King)\n#maketheconnection #antispecismo\n#AmoreChiamAmore #animamundi\nAncora una volta basterebbe osservare gli Animali per ricordare che siamo già tutti fratelli e sorelle: tra di noi\, tra noi e loro.\n(Il Nostro Canto Libero) \nLeggi condividi e diffondi: PROGETTO PACE NEL MONDO – EDUCARE L’UMANITA’ ALLA PACE di Franco Libero Manco \nVisita il nostro sito Associazione Vegan Animalista \nMetti “Mi piace” sulla pagina Facebook del presidente Franco Libero Manco \nMetti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook AVA Associazione Vegan Animalista \nIscriviti alla nostra Newsletter \nVisiona iscriviti e condividi le nostre videoconferenze dal nostro canale Youtube \n Iscriviti ai nostri gruppi su Facebook: \nAVA Associazione Vegan Animalista \nSupporta Agripunk e tutti i Rifugi di Animali Liberi \nI GIOVEDI’ CULTURALI DELL’AVA\nAssociazione Vegan Animalista APS \nLe conferenze si tengono in piazza Asti 5/a Roma \n(Metro Re di Roma\, uscita Vercelli\, trenino staz.ne Tuscolana o bus 85-81-16) \n—————————————– \nGiovedì 22 aprile ore 18\,00\, \nconferenza della Dr.ssa  Candida Nastrucci\, Biochimico Clinico e Biologo Molecolare (DPhil University of Oxford)\, \nconsulente e divulgatore scientifico\, Componente del CNSA (Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare)\,  sul tema: \n“ALLEVAMENTI DI ANIMALI\, MODERNI LAGER LEGALIZZATI”\nLA CONFERENZA SI SVOLGERA’ SECONDO LE PRESCIZIONI ANTI COVID \nL’INFERNO E’\nL’inferno è avere la giusta percezione delle cose \ne scoprire che la verità non è condivisibile; \nè sapere che la sofferenza ed il tormento interiori \naumentano con la sensibilità e la conoscenza che si acquisiscono; \nè il dover stare al gioco menzognero degli ipocriti \nperchè la sincerità spesso procura irritazioni e contrasti; \nè scoprire che la generosità e l’altruismo di molti \nsono spesso gli aspetti dello stesso egoismo; \nè lottare  per un mondo migliore \ned accorgersi che neppure questo è condiviso da tutti; \nè vivere in una società in cui abbondano i cialtroni e i farabutti \ne sapere che essere onesti isola ed emargina; \nè stare alla stessa tavola dei sepolcri imbiancati \ne dover rispettare le loro perversioni; \nè sapere che ogni giorno milioni di animali vengono seviziati e uccisi \ne sperimentare la propria impotenza a far cessare questo massacro; \nè dover constatare che mentre la gente parla di rispetto e di pace \ncontribuisce con le sue scelte a generare l’odio e la guerra; \nè constatare che mentre s’invoca la condivisione e la giustizia \ni giovani vengono educati alla competizione e alla violenza\, non all’amore. \n\nSe sei capace di percepire la bellezza ed il miracolo della vita\, l’intima essenza delle cose\, la perfezione di un essere vivente\, l’analogia tra te e un animale; se sai dare valore alla voce del cuore\, della coscienza e per questo aprirti alla compassione e condividere l’intima ispirazione alla pace\, l’indomabile anelito ad esistere di ogni creatura\, allora sei una persona che ha scelto di essere vegan e sei parte della nuova progenie umana. \n\nSE GLI ANIMALI TRATTASSERO GLI UMANI\nCOME NOI TRATTIAMO LORO\nDIREMMO CHE SONO CREATURE MERITEVOLI DI ESSERE STERMINATE\n(Franco Libero Manco) \nBisogna chiudere i mattatoi a costo di un terremoto economico planetario (Voltaire) \n \n“Chi fa del male soffre in questo mondo e nell’altro. Chi fa del bene gioisce in questo mondo e nell’altro” (Buddha)\n~ Il Nostro Canto Libero~\n[Questa pagina è contro ogni abuso perpetrato verso tutti gli esseri senzienti. È contro la vivisezione e promuove il superamento della visione antropocentrica del Mondo. Cambiare si può e si deve!]\nShare on:
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