
Il crescente numero di vegani nel mondo preoccupa le grandi consorterie di allevatori e macellai da spingere i loro accoliti nutrizionisti a criminalizzare l’uso di zuccheri e carboidrati raffinati, considerandoli (in gran parte giustamente) responsabili di molte patologie.
A questi aggiungono i pericoli dei vegetali contaminati con prodotti chimici e l’invito a limitare anche l’uso di frutta: praticamente resta come alternativa alimentare la carne e il pesce, cioè quei prodotti considerati da tutti gli istituti accreditati e indipendenti come responsabili delle peggiori malattie moderne.
Mai che si demonizzi le proteine che se in eccesso sono dei veri e propri veleni per l’organismo, e di proteine se ne consumano almeno tre volte quelle necessarie.
A questo micidiale programma si associano i nutrizionisti televisivi funzionali al sistema che non trovano il coraggio di denunciarne la dannosità dei prodotti animali: meglio un’ecatombe di malattie che levare la bistecca dal piatto a coloro che ancora usano mangiare come gli uomini delle caverne e soprattutto mettere a rischio il lavoro del settore zootecnico e i stratosferici guadagni delle multinazionali del settore.
In qualunque discutibilissima dieta proposta non mancano mai di inserire il pesce, come nutriente necessario alla salute umana, naturalmente trascurando i suoi aspetti negativi.
Anche i più qualificati sembrano terrorizzati ad escludere il pesce dalla loro dieta ottimale fatta da cereali integrali, legumi, frutta, verdura e, naturalmente, pesce, senza accorgersi che non essendo il pesce necessario alla buona salute, stanno supportando, magari loro malgrado, la dieta vegana.
Ma l’evoluzione del pensiero e della coscienza umana è inarrestabile e a mano a mano che la gente acquisisce consapevolezza della determinante importanza dell’alimentazione, le grandi lobby alimentari carnofile dovranno adeguarsi: convertirsi o inevitabilmente declinare.
