Prima o poi arriverà un virus che l’essere umano non sarà in grado di neutralizzare.
A PROPOSITO DI CORONAVIRUS



Prima o poi arriverà un virus che l’essere umano non sarà in grado di neutralizzare.

Quel che succede nel mondo è la sommatoria del livello evolutivo dell’intelligenza e delle coscienze individuali.

Siamo vegan per aderire al comando non ammazzare e non fare ad altri ciò che non si vorrebbe per se stessi; per non avere sulla coscienza la sofferenza e la morte di tanti animali.

La salute non rende: è la malattia che dà sostentamento ad una massa sconfinata di persone

Il pesce, i molluschi, i crostacei non sono cose inanimate, oggetti senz’anima, frutti, patate o sassi senza vita: sono esseri come noi di forma diversa, come noi capaci di sofferenza, di paura, di angoscia.

L’agilità e la velocità con cui si muove un pesce nel suo ambiente naturale ha qualcosa di affascinante e di prodigioso

L’uomo guarda con ripugnanza, con ribrezzo e sgomento il cadavere di un essere umano, gli suscita paura, timore, ma il cadavere di un animale non solo non gli provoca repulsione e spavento ma lo mangia dopo averlo sezionato e cucinato.

E’ come se degli esseri alieni sperimentassero su di noi le loro armi.

Il cardine di tutti i problemi umani sta proprio in questo: dalla capacità di separare vita da vita, giustizia da giustizia, libertà da libertà, diritti da diritti, compassione da compassione, dal considerare gli altri fisicamente più lontani non inseribili nella nostra sfera di giustizia e di amore.

Come è possibile che l’uomo, figlio della natura, possa pensare se stesso fuori dalla natura? La presunzione è la nostra malattia naturale e originaria.