IL MODO PIU’ SEMPLICE, IMMEDIATO ED EFFICACE DI PROTEGGERE GLI ANIMALI… E’ QUELLO DI NON MANGIARSELI
VISITA CONOSCITIVA AI MATTATOI



IL MODO PIU’ SEMPLICE, IMMEDIATO ED EFFICACE DI PROTEGGERE GLI ANIMALI… E’ QUELLO DI NON MANGIARSELI

La crescita del consumo di carne a livello mondiale è “preoccupante, con significative ripercussioni sullo stato di salute degli ecosistemi della Terra, sul flusso di materia ed energia mobilizzato dai metabolismi sociali rispetto a quelli naturali e sulla crescita delle emissioni di gas climalteranti che derivano dalle attività agricole”

La stragrande maggioranza del genere umano non consuma o non ha mai consumato pesce e vive in buona salute

Il nostro compito di universalisti è quello di aiutare la gente a capire e a mettere in discussione le proprie consolidate abitudini, a svincolarsi da tradizioni ingiuste quanto dannose, a capire che la coerenza nella vita, tra ciò che si desidera per questo mondo e ciò che si fa o si dice, è fondamentale per la nostra credibilità.
Non vi è alcuna necessità di consumare pesce ma ci sono moltissime ragioni per smettere di mangiare ciò che danneggia non solo la nostra salute, il nostro pianeta, la nostra economia, ma soprattutto gli animali e la nostra coscienza
Coloro che s i definiscono vegan ma non godono di ottima salute non danno buona testimonianza del nostro benefico stile di vita.

Per l’animale non esiste la proprietà privata, barriere geografiche, campi recintati, e se la zanzara ci punge seguendo il suo istinto non per questo deve essere uccisa.

Il problema è che un’azione malvagia non può essere considerata esecrabile a seconda della vittima: benedetta e auspicata se le vittime sono gli animali, mostruosa e condannabile se comminata a danno degli umani

dobbiamo porre più attenzione all’alimentazione dei nostri animali domestici perché se si ammalano dipende in gran parte da cosa diamo loro da mangiare, diversamente non si spiega perché gli stessi animali allo stato naturale non sviluppano mai le suddette patologie.

In questo luogo di orrore e di barbarie, in questo campo di perenne sterminio, in questa fucina di crudeltà e di insensibilità, in questo luogo trionfò a lungo non la civiltà ma l’arroganza più vile e regressiva, non l’amore ma l’egoismo più impietoso e distruttivo, non la giustizia ma l’ignoranza e la morte