Si preferisce credere che il pesce non soffra, perché non abbiamo la capacità di percepire il loro grido di dolore.
Il pesce fa bene …….a chi lo vende!



Si preferisce credere che il pesce non soffra, perché non abbiamo la capacità di percepire il loro grido di dolore.

Siamo a marzo 2020 e ogni telegiornale è un macabro e incessante conteggio monatto, un vero e proprio bollettino di guerra. Ma, strizziamo bene le orecchie, non tutto il male viene per nuocere.

Prima o poi arriverà un virus che l’essere umano non sarà in grado di neutralizzare.

Quel che succede nel mondo è la sommatoria del livello evolutivo dell’intelligenza e delle coscienze individuali.

Non seguirmi,io vengo da un altro pianeta. Dove tu costruisci muri, barriere e fortificazioni io ci vedo orizzonti sconfinati.
(Frida Kalho)
Immagine: Autoritratto con corona di spine.

Siamo vegan per aderire al comando non ammazzare e non fare ad altri ciò che non si vorrebbe per se stessi; per non avere sulla coscienza la sofferenza e la morte di tanti animali.

La salute non rende: è la malattia che dà sostentamento ad una massa sconfinata di persone

Il pesce, i molluschi, i crostacei non sono cose inanimate, oggetti senz’anima, frutti, patate o sassi senza vita: sono esseri come noi di forma diversa, come noi capaci di sofferenza, di paura, di angoscia.

L’agilità e la velocità con cui si muove un pesce nel suo ambiente naturale ha qualcosa di affascinante e di prodigioso

L’uomo guarda con ripugnanza, con ribrezzo e sgomento il cadavere di un essere umano, gli suscita paura, timore, ma il cadavere di un animale non solo non gli provoca repulsione e spavento ma lo mangia dopo averlo sezionato e cucinato.