L’uomo guarda con ripugnanza, con ribrezzo e sgomento il cadavere di un essere umano, gli suscita paura, timore, ma il cadavere di un animale non solo non gli provoca repulsione e spavento ma lo mangia dopo averlo sezionato e cucinato.
Il cardine di tutti i problemi umani sta proprio in questo: dalla capacità di separare vita da vita, giustizia da giustizia, libertà da libertà, diritti da diritti, compassione da compassione, dal considerare gli altri fisicamente più lontani non inseribili nella nostra sfera di giustizia e di amore.
Come è possibile che l’uomo, figlio della natura, possa pensare se stesso fuori dalla natura? La presunzione è la nostra malattia naturale e originaria.
L’elaborazione di un nuovo progetto di società diventa imperativo. Infatti quando le materie prime e l’energia scarseggeranno, il che è inevitabile, si bloccherà il meccanismo della società dei consumi.
Come si può essere così fuori logica o in mala fede e sostenere che l’umanità abbia la possibilità di tornare a consumare carne di animali allevati allo stato brado?
Mi chiamo Maria Silva, ho 28 anni, vivo e lavoro a Roma ma sono siciliana di Caltagirone. Sin da piccola sono sempre stata in “movimento”, donna dall’animo dinamico e solare.