Non certo per merito dei farmaci che sono considerati la 4^ causa di morte nel mondo. Si è allungata la vita non il benessere della persona. A che serve vivere più a lungo se si passano gli ultimi 20 anni combattendo con la malattia?
“Il vegano vive in buona salute non perché esclude la carne dalla sua dieta ma perché ha uno stile di vita più sano”
Questa affermazione, che ha l’intento di denigrare la scelta vegan, in sostanza è un punto di forza per il momento che ha lo scopo di indurre la persona ad una maggiore consapevolezza verso un più corretto stile di vita nel quale è imprescindibile l’aspetto etico. Ma non è affatto vero che sia solo questo il motivo della buona salute dei vegani. La carne è un alimento incompatibile con l’organismo umano e quindi portatore di moltissime patologie come confermato dagli istituti più screditati del mondo in fatto alimentare.
Ma quello che disturba noi vegani è che il nostro sistema di vita venga considerato una tra le tante diete nutrizionali in voga; un qualunque improvvisato movimento ossessionato della buona salute o gente sentimentale che, non avendo altro a cui pensare, lotta per la difesa degli animali e non quella che realmente è la nostra causa per sua essenza e natura, cioè la più grande rivoluzione socio-culturale-spirituale che l’umanità abbia mai vissuto
Mai che i presentatori intervistassero una persona vegana alla quale chiedere lo stato di salute, se fa riferimento al nutrizionista o se ha carenza dei nutrienti dei quali allarmano la popolazione.
Sottrarre il latte alle mucche o alle pecore o il miele alle api è un furto legalizzato: è come se le nostre scorte alimentari per l’inverno venissero sottratte per il piacere di qualcuno.
Se si considera che lo stile alimentare degli adulti è fortemente condizionato dall’alimentazione seguita nei primi anni di vita risulta chiaro quanto sia importante educare il bambino ad un’alimentazione giusta e salutare fin dallo svezzamento.
Di fronte all’inarrestabile incremento demografico il genere umano sarà costretto ad attuare una scelta dalla quale può dipendere la sua stessa sopravvivenza: continuare a produrre alimenti per ingrassare gli animali oppure cibo per gli esseri umani.
L’alimentazione comune basata sulla carne e sui suoi sottoprodotti è responsabile del 75%
dei casi di tumori all’intestino nel mondo occidentale, del 50% dei tumori al seno e alla prostata.